Un pergolato, una panca traballante, un tavolaccio consumato dal tempo, il primo caldo estivo, l’odore lieve, ma leggermente pungente, della terra appena bagnata da un acquazzone primaverile.

Sopra al tavolo una bottiglia di vino rosso, giovane, tannico ed asprigno, una forma di pecorino fresco, un salamino, pronto per essere affettato, un filone di pane croccante e un mucchio di baccelli che aspettano di essere sgranati e mangiati.

Cosa volete di più per assaporare il primo caldo primaverile?

Visione bucolica a cui non tutti possono aspirare, ma il dado è tratto ed i baccelli, legume fresco che possiamo mangiare solo in questo periodo dell’anno, ci ricordano che la primavera avanza.

Abituati a mangiarne i semi e a scartarne il baccello vuoto, non prendiamo mai in considerazione che forse quella buccia del legume allungato, si può consumare.

Parlando con un collega, Maurizio, ho scoperto che lui cucina le bucce vuote delle fave o,come diciamo noi in Toscana, dei baccelli.

Allora ho provato anch’io e questa è la prima ricetta che vi voglio proporre, tenuto conto anche di quanto siano buoni e nutrienti come alimento.

In questa ricetta non indicherò le quantità.

Fave saltate:

Baccelli o fave q.b
Aglio
Trito di ramerino, salvia e alloro
Olio EVO
Sale e pepe q.b.

Prendete i baccelli e puliteli come se fossero dei fagiolini, levando la cima e il fondo, dove viene via anche il filo. Con un coltello a punta incidete il baccello lungo la costola e levate i semi, cercando di tenerlo integro. I semi come ben sappiamo sono ottimi crudi accompagnati dal pecorino o in tante altre preparazioni.

Nel frattempo mettiamo l’acqua sul fuoco e quando bolle versiamoci le bucce dei baccelli lavate e tagliate a tocchetti di almeno un centimetro.
Come riprende il bollore, fate cuocere per circa 5 minuti. Le bucce così trattate devono rimanere croccanti.

Preparate una padella, fateci soffriggere l’aglio e il trito di ramerino, salvia e alloro. Scolate le bucce e versatele nella padella, fatele cuocere per altri cinque minuti saltandole, aggiustate di sale e pepe, servite calde o a temperatura ambiente.

Devo dire che fa un certo effetto la prima volte che si assaggiano, troppo abituati a gettarli, il sapore è ottimo e non ha l’amarognolo che si trova invece nei semi dei baccelli.
Mi riprometto di provare altri impieghi di questo interessante legume, da proporvi nelle prossime settimane.

Vino consigliato Vermentino dei colli di Luni

Come sempre buon appetito e fatemi sapere!

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.