Saranno tutti quei colori sugli spalti: il giallo che si mischia al viola, mentre il grigio del cielo prova a rendere tutto più epico e meno vivace.

Saranno quelle scivolate incentivate dal terreno bagnato, il campo pesante che rallenta il gioco, le esultanze gettandosi in ginocchio, a raccogliere l’ovazione del pubblico.

Saranno le tue mani che ormai non hanno più sensibilità, per il freddo e per la pioggia battente. Le stesse mani che provi a raccogliere sotto l’impermeabile, per trovare un po’ di tregua dall’acqua e dal ghiaccio. Ma che quando devi far riemergere, per tributare la giusta standing ovation, non esiti un attimo, per batterle convinto all’aria aperta.

Ti senti come un combattente, che non molla di un centimetro: che esalta i suoi eroi e si stringe nella battaglia, senza indietreggiare. Facendo sentire la sua voce.

Tutto ha un’aura magica e tutto ha quel tocco in più di poesia. Di sfida ai limiti delle proprie capacità.

E sotto quella mantellina impermeabile, mentre le tue ossa implorano pietà, senti solo il bisogno di gridare: “Sotto l’acqua forza viola alè!”

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Fonte della foto: Eurosport

 

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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Fratelli

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Mollare, mai!