La sera del 30 Aprile, come molti fiorentini, mi sono preparato per partecipare alla Notte Bianca.
Sono partito per raggiungere il gruppo di TuttaFirenze, che si ritrovava in Piazza Santo Spirito; la città mi aspettava, anzi ci aspettava, macchina fotografica pronta e tanta voglia di passare una piacevole serata, in compagnia di “belle persone”. Ma, purtroppo, un piccolo contrattempo mi ha fatto desistere da questo delizioso e accattivante programma. Ho partecipato a tutte le notte bianche che si sono svolte a Firenze e devo dire che a mio parere la più bella in assoluto fu la prima.
Questo tipo di manifestazioni ci fa scoprire una città diversa. Le vie del centro e di Oltrarno, affollate per tutta la notte, ci riportano ad avvenimenti di altri tempi, i palazzi nobiliari sembrano rinascere a nuova vita, tornando ad essere il cuore pulsante della città. L’Oltrarno popolare riprende vigore, i suoi locali aperti ci riportano alle bettole di un tempo, gioiose, chiassose, piene di vita, dove il vino scorreva “a fiumi”.
Ed è col vino che oggi vorrei invitarvi a provare questo semplice piatto: “Spaghetti al Chianti”.
Prendete della cipolla rossa, in alternativa dello scalogno, metteteci anche una costa di sedano, frullate o tritate il tutto. Appassite in una padella aggiungendovi del vino “possibilmente del Chianti giovane”. Cuocete per almeno 30 minuti, aggiungendo il vino se evapora. Quando si è formata una bella crema, metteteci due salsicce sbriciolate e della pancetta tagliata a dadini, fate cuocere per almeno 15 minuti. Negli ultimi 5 minuti vi potete aggiungere anche un pomodoro fresco tagliato a pezzetti e il solito trito di aromi (ramerino, alloro, salvia, sale pepe, ecc.). Personalmente preferisco mettere il pomodoro a pezzetti quando condisco la pasta senza farlo cuocere.
Va da sé che l’abbinamento con questo piatto deve essere fatto col vino utilizzato per la cottura. (Chianti giovane).
Buon appetito e come sempre fatemi sapere!

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.