Carissimi amici e carissimi lettori, dopo una breve quanto sentita digressione linguistica, eccoci tornati ai vecchi ed indimenticati primi amori. Siamo dunque nuovamente intenti a commentare un’immagine che dovrebbe aiutarci, ed aiutarvi, a comprendere sempre meglio le infinite possibilità in cui il Genio fiorentino è in grado di esprimersi. Ormai abbiamo imparato a non stupirci più di nulla e ci abbandoniamo quindi con piacere e gioia alle meravigliose visioni che ci appaiono, di quando in quando, senza voler giudicare nessuno, ma solamente beandoci della loro immancabile originalità.
La domanda però, scusate l’ovvietà, nasce spontanea: come entrare nella mente del Genio? Come fare a carpire i più segreti e reconditi schemi percettivi che si materializzano (vedi foto) davanti ai nostri occhi? Proviamo solamente ad avere un po’ di fantasia. Dopo le tante polemiche sulla Tramvia, dopo gli incatenamenti agli alberi e dopo il Referendum, ecco un cittadino che, a modo suo, propone un gesto di disperata e geniale disobbedienza civile. Se ci possono stare dei binari allora ci posso stare anch’io! Questo sembra voler dire l’ignoto autore del polemico parcheggio sullo spartitraffico prima di Piazza Leopoldo.
In una città poi che si divide sempre su tutto, a partire dai Guelfi e dai Ghibellini, il Genio ci appare in questo caso come un coraggioso fautore della famosa “terza via” che, nessuno si preoccupi, non è comunque la linea 3 della Tamvia. Egli non sta né a destra né a sinistra, né con chi sale né con chi scende. Un po’ più centrista e un po’ meno realista della media, direte voi; con lo sguardo rivolto al futuro (il sole) ma con le spalle ben coperte da una folta chioma conservatrice (l’albero). Protesta e moderazione in un colpo solo: ecco dove sta il vero Genio! Voto 8: per la sintesi socio-politica, che di questi tempi basta ed avanza… Voto 2: per la sconfortante assenza di sanzione amministrativa sul parabrezza.
Voto 0: per chiunque consideri lo spartitraffico un vero e proprio non-luogo dove si considera sospeso il Codice della Strada. Applausi sommessi per l’equilibrio del corpo grave sospeso su ruote pneumatiche e musica di sottofondo a sfumare…

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Lorenzo Montemagno

Nato nella città più bella del mondo, in un radioso primo di Giugno del secolo scorso, ha avuto l’avventura di essere adolescente negli ormai mitici anni ’80, quando la lotta armata degli “anni di piombo” lasciava gradualmente il posto alle lotte spaziali di Goldrake, Mazinga e Jeeg robot d’acciaio. Tra i Duran Duran e gli Spandau Ballet si era già fatta strada una passione ben più pregnante, quella per la satira.
Raggiunta la maggiore età comincia a collaborare come vignettista ed illustratore per libri e riviste. Tra le cose fatte si ricordano i tre anni della trasmissione televisiva “Allo Stadio con Gioia” che portò alla pubblicazione del piccolo volume “Dal paradiso al purgatorio e ritorno” che raccoglieva le migliori vignette apparse in video. Molte vignette sono apparse nei periodici “Tuttotifo”, “La Gazzetta Viola” e, più recentemente, la nuova edizione de “Il Brivido Sportivo” e sul Vernacoliere.