Dice il Lester Bangs interpretato da Philip Seymour Hoffman nel bellissimo Quasi famosi di Cameron Crowe che: “le donne saranno sempre un problema per quelli come noi, e nel mondo la vera arte ruota intorno a questo problema. Cioè, al fatto che i belli non hanno spina dorsale, la loro arte svanisce, loro rimorchiano ma i più forti siamo noi. Perché l’arte vera ha che fare con il senso di colpa, con il desiderio, e con il sesso spacciato per amore e l’amore spacciato per sesso. L’unica moneta valida in questo mondo in banca rotta e ciò che scambi con un altro quando sei uno sfigato”.

Ognuno conosce le persone a modo suo e con tutta probabilità se chiamassimo i nostri amici e i nostri parenti per parlare al nostro funerale dicendogli di essere sinceri e onesti fino in fondo, quello che ne verrebbe fuori sarebbe solo un mosaico parziale di quello che siamo stati. Perché migliaia di altri piccoli pezzettini di noi sarebbero sparsi in giro per il mondo dentro altri ricordi e altre persone che abbiamo incontrato nella nostra vita. E questo credo valga anche per gli attori. In modo diverso certo, perché l’idea che ci facciamo di un attore dipenderà solo dai film che abbiamo visto e dal momento in cui li abbiamo visti. Niente di più.

E quindi il rischio di essere patetico e melenso è forte ma per me Philip Seymour Hoffman era proprio qualcuno che cercava di scambiare qualcosa con noi sfigati. Esagero? Può darsi. Ma è entrato nel cinema in un modo tutto suo, non gli è bastato sfilarsi una t-shirt slavata ed infilarsi nel letto di Geena Davis come un Brad Pitt qualsiasi per diventare famoso. E non ha scelto nemmeno d’incastrarsi in un ruolo cliché: cattivo, timido oppresso o qualsiasi altra cosa avrebbe potuto fare con poca fatica. No, Philip Seymour Hoffman ha scelto di attraversare il cinema dentro personaggi diversi e distanti ma sempre pieni di un’inquieta umanità e scambiando ogni volta qualcosa con gli spettatori. Non ha scelto una carriera comoda, i suoi personaggi sono vera arte, di quella che non svanisce. L’infermiere di Magnolia, il Professore invaghito della giovane Anna Paquin in la 25° ora o la voce del dolcissimo asperger nel capolavoro immenso che è Mary and Max. Non so, mi viene difficile sceglierne qualcuno migliore di un altro. Ma se proprio devo aggiungere un mio piccolo pezzettino nel mosaico Hoffman che in questi giorni giornali e attori stanno costruendo di lui allora ci metto quel Lester Bangs di Quasi famosi che, mentre osserva malinconico la fine del Rock, scambia una perla di umanità col giovane aspirante reporter di Rolling Stone e con tutti noi sfigati che abbiamo problemi con le donne e che preferiamo scrivere di musica anziché salire su un palco e suonarla.

Stammi bene Mr Hoffman, ci vediamo in giro nei tuoi vecchi film.

Fonte foto: imdb.com

(Visited 82 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.