Qualcuno si ricorda di Vassilij Agamenov e del suo gioellino Branzin Iridtròt?
Sarà bene farceli tornare in mente: il primo è un eccentrico procuratore calcistico turkmeno, il secondo è il suo giovane assistito, un esterno yemenita dalle grandi speranze, passati entrambi da Firenze nell’aprile scorso.
Questi due costeranno, alla Fiorentina, la bellezza di dieci milioni di euro. E, soprattutto, l’esclusione dalle prossime coppe europee.

Blatter, il presidente della Fifa, e Platini, numero uno dell’Uefa, non sembrano essere grandi amici: si fanno la guerra e litigano su tutto. Ma, guarda caso, hanno trovato un comune punto di accordo: in un attacco senza precedenti alla Fiorentina.
Il caso è complicato, ma può essere riassunto così: Vassilij Agamenov, eccentrico procuratore, è riuscito nell’impresa di ottenere un maxi-risarcimento dalla Fifa per un contratto non rispettato dalla Fiorentina nei confronti del suo assistito, il neo 17enne Branzin Iridtròt, futuro talento e patrimonio del calcio yemenita: 10 milioni. Dieci.
La Uefa – pare incalzata dalla Fifa – ha spinto anch’essa per una punizione esemplare e senza precedenti: Fiorentina esclusa per i prossimi due anni dalle competizioni europee. I Viola, apprezzati negli anni scorsi da tutti i vertici del pallone per il loro fair-play, sono stati stangati proprio in virtù del loro passato da galateo calcistico. Considerato un aggravante.
Ma andiamo con ordine e riavvolgiamo il nastro di questa incredibile storia.

Vassilij Agamenov: vecchio volpone del calcio internazionale. Un passato da calciatore – non eccelso – nella nazionale sovietica e un presente da procuratore atipico ma di tutto rispetto. Un talent scout, come lo definirebbero oltremanica. Agamenov è un tipo eccentrico: turkmeno di origine indiane, ama i serpenti, le belle donne – tanto da essersi sposato 4 volte – e il calcio. Ma ha un qualcosa in più rispetto ai suoi colleghi: forse una marcia, forse una rotella, sicuramente km sulla sua Mercedes. Lui, i calciatori che scova in tutta l’Asia, li porta direttamente, con la sua macchina, a fare i provini nelle grandi squadre.
Alla faccia della società dei Servizi, per il suo servizio gli bastano: se stesso, una Mercedes e un ragazzo dai piedi buoni. Magari, anche una squadra interessata. Così, pare, che la Fiorentina, l’anno scorso, abbia particolarmente gradito il provino di un certo Branzin Iridtròt, 16enne all’epoca, esterno yemenita, sulle cui tracce sembra si fossero mosse anche West Ham, Benfica e Porto.
Iridtròt: già 8 presenze e 3 gol con la nazionale maggiore yemenita, prospettive stellari, ma troppo poco calcio masticato da quelle parti per calcare i prati verdi dell’Olimpo del pallone. Per sua fortuna lo scopre Agamenov: 7 giorni in Mercedes e arrivo a Firenze, prima tappa del circuito intercontinentale che avrebbe portato la giovane futura stella e il suo nuovo procuratore prima in Inghilterra e poi in Portogallo.
La Fiorentina, e i suoi vertici di allora, rimangono estasiati dal talento del giovane yemenita: contratto sottoscritto da entrambe le parti, immediatamente, e Mercedes che evita anche di proseguire il proprio tour europeo. L’approdo in un grande club del vecchio continente è già stato raggiunto.
Ora, a distanza di un anno da quel viaggio così assurdo, Agamenov, rivoltosi alla Fifa per il mancato adempimento del contratto, ha ottenuto un maxi-risarcimento per sé, il suo assistito e per la federazione yemenita: perché – secondo la versione ufficiale del massimo organismo calcistico internazionale – la Fiorentina avrebbe danneggiato “il più grande patrimonio calcistico che questa federazione abbia mai avuto”.
La Uefa, a ruota, centrifugata dalla Fifa e dalla potenza dei due maggiori club portoghesi, Porto e Benfica – che erano da tempo sulle tracce di Branzin Iridtròt – ha optato per “l’esclusione della Fiorentina dalle competizioni europee per le prossime due stagioni”. Motivazione: “una società, che ha fatto del fair play il proprio cavallo di battaglia, non può danneggiare un giocatore,  precludendogli anche il passaggio ad altri titolati club europei.
Agamenov ci ha teso una trappola: e noi ci abbiamo abboccato in pieno. Per questo dobbiamo ringraziare sentitamente Platini.

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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