Elysium – Neill Blomkamp

Ci sono queste astronavi partite da un pianeta Terra ormai devastato dall’inquinamento e dalla mancanza di risorse e cariche di persone che viaggiano nello spazio con l’obiettivo di arrivare a Elysium, una stazione spaziale in cui pochi ricchi vivono con la possibilità di accedere a delle cure mediche e vivere in pace.

Ma c’è anche un governo che sembra avere il solo compito di creare nuove leggi per impedire a quelle astronavi e alle persone rimaste sulla terra di arrivarci.

Nel mezzo ci sono le vite di Max Da Costa e Frey Santiago interpretati da Matt Damon e Alice Braga. Perché nel mezzo ci sono sempre delle vite, o delle storie. Non solo al cinema, anche nella vita vera, anche senza stazioni spaziali.

E quando le prime astronavi vengono distrutte a pochi passi da Elysium so che non sarà una bella serata. Che di li a poco qualcuno nel cinema comincerà a cantare l’inno di Elysium, oppure a gridare che dovevano starsene a casa. Che non c’è posto per tutti. Magari cominceranno a postare commenti su facebook, e poi partiranno i titoli dei giornali e di li a poco la sala del cinema diventerà un posto dove si grida e si urla, qualcuno tirerà nel mezzo il ministro “negro” di Elysium perché anche nello spazio quando succede qualcosa è sempre colpa sua, tutti avranno qualcosa da dire, qualcuno racconterà di come gli è sparito il gatto, o della sorella importunata sull’autobus. Tutti diventeranno esperti d’immigrazione spaziale e diranno la propria. Così sollevo un po’ la testa al di sopra delle poltroncine rosse dell’UCI di Campi Bisenzio, guardo gli altri spettatori intimorito, ma, niente. Nessuno sente il bisogno di dire la sua, nessun commento, nessuno sta cantando l’Inno di Mameli come i tifosi della Juventus durante il minuto di silenzio per i morti di Lampedusa. No, niente di tutto questo.
Gli spettatori del cinema sono diversi dagli spettatori della vita vera.
Nella fantascienza si assiste alla morte in silenzio.
Qualcuno ha addirittura un espressione triste, o preoccupata, certo, qualcun altro è semplicemente indifferente ma comunque costretto a non parlare e niente di meschino e cattivo come le cose dette sui morti veri di Lampedusa in questi giorni trova spazio per i morti finti di Elysium nella sala del cinema.

E allora per la prima volta il  film del regista di District 9 risponde alla domanda che mi hanno posto tante volte nella vita:
“Ma che cazzo ci vai a fare così spesso al cinema?”.
Cerco di allontanarmi dalla realtà, specialmente quando la realtà mi mette a disagio come in questi giorni.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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Cara Cassiera