“Sto co’ frati e zappo l’orto”. Quando un fiorentino risponde così, vuol dire che di quell’argomento è meglio non parlare.
Quasi profeticamente afferma che comunque rispetterà le regole anche di malavoglia. Come dire: il mio pensiero non vale ed è meglio pensare al proprio impegno.
Per capire una tale logica si deve risalire alla filosofia del pensiero fiorentino: tra i tanti nostri difetti c’è quello di non essere d’accordo per ogni cosa accada. Da noi la polemica di qualsiasi tipo, nasce alberello per divenire in poco tempo quercia secolare. Non ci va mai bene niente e così il rumore del dissenso si fa polifonico, di grande orchestra. Con questo borbottio di protesta nella nostra città si è sempre dovuto fare i conti. Appena capita un’occasione, nasce una polemica, un dissenso, si potrebbe dire “alla fiorentina”.
Ora si chiama dialettica, ma in passato? Nelle precedenti epoche storiche spesso esprimere un pensiero poteva essere molto pericoloso. Bastava fare un’osservazione che si era passibili di pene spesso crudeli, anche capitali.
Di solito era meglio tacere. Ma per i fiorentini arguti, zitti era difficile stare. Non si poteva protestare? Allora ecco pronto un motto, una facezia: non esce pensiero, solo rassegnazione nel fare il proprio dovere (proprio come i frati che devono rispettare le regole). C’è l’ammissione di  sottomissione (a zappare si china il capo), ma non accettazione.
Forse il motto si rifà alla vita monacale dei certosini (a cui è imposta la regola del silenzio): i padri devono studiare le sacre scritture, e i frati conversi devono accudire alle culture delle Certose che danno cibo alla comunità monastica.
Inoltre non bisogna scordare anche la Firenze savonaroliana in cui il partito dei “piagnoni” instaurò un governo che impose una pulizia morale mal sopportata da tanti fiorentini. I frati domenicani di San Marco dettavano legge, e la tranquillità era garantita con lo “stare co’ frati” e farsi gli affari propri.

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Maurizio Bertelli

Da sempre innamorato di Firenze e della sua storia, per diletto e passione scrive spaziando dalla saggistica si romanzi, fiabe, racconti, modi di cucinare sempre improntati sulla fiorentinità.