IMG_3006“Ora bambini facciamo un cerchio e ci contiamo. Dai!”.
“Ehi, no!! Ehi, vieni qui, si fa il cerchio”.
“Datevi la mano”.
“Ok, allora: uno, due, tre, quattro…”.
…..
“Quarantasette, quarantotto …. Bene, ci siamo!”.
“Ora per la mano per tre, ognuno con il suo educatore, via!”.
Partiamo dal binario 6 di Santa Maria Novella. A piedi. Una cinquantina di bambini e un bel gruppo di giovani educatori. E noi cinque, alla nostra prima uscita con l’Oratorio, in gita sul Campanile di Giotto. E non passiamo inosservati. È impossibile, via: occupiamo, da soli, quasi tutta la larghezza della galleria sotto la stazione. Per non parlare dei marciapiedi!
“Bimbi, la mano!”.
“Ma lui si è scaccolato! Io non gliela voglio dare la mano”.
Arriviamo in piazza Santa Maria Novella.
“E a lui gli suda tutta la mano!!”.
E poi via del Trebbio.
“Bimbi, tutti da una parte, c’è una macchina”.
Via dei Pecori.
“Ma io sono stanco”.
E finalmente Piazza del Duomo.
“Ohhhh!!! Guaddate, tutte‘e luci de’Nnnatale!!!”.
E per un attimo sento freddo. Quel freddo da Natale che sotto sotto adoro. Quello da piumino, guanti, sciarpa, cappello. Quello da mani in tasca e passo svelto. Ma è solo un attimo, perché in realtà quel freddo non c’è. E alberi e lucine, e babbi natale e fiocchi dorati mi sembra che stonino pure un po’ con questo caldo.
“Mamma ma io sono sudato!”.
“E io ho ccaddo! E poi…”.
“Dai, che si sale sul campanile!! Ottocento scalini, pronti?!”.
E mentre aspettiamo il freddo Natale – quello vero – ci riempiamo gli occhi di Firenze. Illuminata. Addobbata. Un po’ stonata.
Calda!

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.