pietraokDi prime pietre è lastricata la via del consenso. La posa della prima pietra è il punto più alto della carriera di un politico o di un amministratore pubblico. Il momento in cui le promesse fatte in campagna elettorale diventano, finalmente, certezze. L’azione materiale, in sé poca cosa, è accompagnata da rulli di tamburo, taglio di nastri, applausi scroscianti, squilli di tromba e (naturalmente) principeschi buffet. Il problema sorge quando l’intenzione non è accompagnata dal gesto vero e proprio, rimanendo appunto idea, supposizione, ipotesi. Cosa che non accade solo per il lontanissimo − dal punto di vista geografico − ponte sullo Stretto. Sì, perché anche noi fiorentini abbiamo un fulgido esempio di come, talvolta, alla dichiarazione di intenti non faccia seguito l’attuazione. Con grande tormento degli interessati. Ci riferiamo alla storia infinita del nuovo stadio di calcio, che dovrebbe sorgere a Novoli dove ora c’è il mercato ortofrutticolo.
La faccenda è seria.
La prima vaga idea di un nuovo stadio in sostituzione del Franchi risale addirittura al 2008, liberamente dedotta da un colloquio tra Diego Della Valle e Salvatore Ligresti riguardo l’area di Castello, allora proprietà della Fondiaria. Forse i due hanno parlato di altro o forse no. Di certo non è stata la prima pietra, bensì un primo sassolino.
Nel gennaio 2012 Matteo Renzi, allora soltanto sindaco, dichiara che in teoria la prima pietra può essere posata entro la fine dell’anno. In teoria, appunto. Da abile stratega l’attuale premier ha capito tutto. Teoria è rimasta.
Nel novembre 2013 un importante quotidiano locale scrive che la decisione è ormai presa: posa della prima pietra a maggio. Specificando perfino il colore, naturalmente viola. Anche perché i Della Valle hanno trovato dei soci, con ogni probabilità cinesi. Forse gli stessi che oggi hanno comprato Inter o Milan.
A luglio 2014 un altro importante quotidiano locale si lancia in un’ardita previsione: settembre 2015 prima pietra del nuovo stadio. Perché la Fiorentina ha presentato l’ennesimo studio di fattibilità. Risposta del Comune entro 90 giorni. Poi gara per il project financing e partenza dei lavori. E due mesi dopo il sindaco Nardella anticipa l’operazione ad aprile-maggio 2015, con la creazione di 3500 nuovi posti di lavoro. Ma non finisce qui. A ottobre (sempre 2015) lo stesso Nardella, ormai sfibrato, getta le armi e dice che ci vorranno anni non mesi. E che nella migliore delle ipotesi la prima pietra potrà essere posata non prima del 2019. A febbraio 2016, in un impeto di ottimismo, l’assessore all’urbanistica del Comune di Firenze dichiara che la mitica prima pietra sarà posata a fine 2017.
E la seconda?

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.