Forse per i tradizionalisti quella nella foto non è una stella natalizia. Non ha luci, non ha strass e nemmeno luccichii particolari. È poco colorata, c’è solo qualche perla bianca che prova a ravvivarla. E poi, non è nemmeno perfettamente simmetrica. Però questa stella ha una storia particolare. Perché è fatta con carta di giornale, quindi rifiuti, spazzatura. Curioso che qualcuno abbia pensato di utilizzare qualcosa che si butta per farne un oggetto così… nobile. L’abbiamo trovata un sabato pomeriggio di dicembre, a due settimane da Natale, in un’affollatissima Sala dei Marmi, al Parterre (Piazza della Libertà). Dentro la stanza c’era grande animazione, musica, confusione, movimento. Tanti colori. C’erano tavoli − tutti rigorosamente ad altezza di bambino − con dei grandi che insegnavano ai piccoli come costruirsi un Natale diverso utilizzando quello che generalmente finisce nella pattumiera. Sugheri trasformati in buffi animali, tappi-memory, pezzetti di plastica colorata che sarebbero diventati eteree collane o fiori un po’ spaziali. Pezzetti che nella loro vita precedente erano bottiglie di aranciata o chinotto.
Ma chi può pensare che la spazzatura possa essere così utile da poterci perfino festeggiare il Natale? Sono loro, quelle mamme, quei babbi e quei bambini di cui abbiamo già parlato due settimane fa. Siamo voluti andare a conoscerli di persona, i cittadini che non vogliono l’inceneritore. E abbiamo scoperto che non lo vogliono non solo perché avvelenerà la loro (e la nostra) città e la loro (e la nostra) vita, ma anche perché con la cenere che produce non si potranno costruire tutte queste belle cose. Se a Firenze ci fosse già l’inceneritore forse avremmo appeso alla porta di casa nostra una brutta e triste stella cinese di plastica, piena di luci e di luccichii. Finta. Invece di questa fatta di carta di giornale, in cui ancora si percepisce il movimento delle mani che l’hanno realizzata. Come nelle conchiglie si sente il rumore del mare. Non pretendiamo certo che qualcuno possa ravvedersi sull’inceneritore soltanto guardando una stella fatta di carta di giornale. Ma fu una stella, sia pure cometa, che 2015 anni fa annunciò un evento straordinario. Magari, 2015 anni dopo, il miracolo potrebbe anche ripetersi.
Buon Natale a tutte le stelle asimmetriche del mondo.

 

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.