Cominciamo dalla fine, dalle tegole al croccantino con spuma di zabaione al marsala su crema di caffè. Si può risalire indietro nel tempo con i cappelletti in brodo di cappone, le tagliatelline con julienne di culatello, i tortelli ripieni di zucca con soffritto, gli affettati con gnocco fritto, il lardo di colonnata con crostini caldi, la vellutata di cavolo verza con lenticchie e chips di cotechino. Insomma un buon modo di misurarlo, il tempo. In tre hanno mangiato (e bevuto anche) tutta questa roba, nel ristorante “A mangiare” in via Montegrappa 3 a Reggio Emilia, tra le 21.33 e le 22.48 di lunedì scorso, 30 novembre 2015. Per questi tre signori, un po’ intristiti, non è stato facile trovare il ristorante perché i cellulari erano senza batteria e perché la notte non sono in tanti a girare per le strade di Reggio. Ma qualcuno c’era. Una ragazza dall’accento spagnolo ha indicato senza indugio la strada. Una signora dall’aspetto cinese e con il cane al guinzaglio (il cane non mostrava un’apparente nazionalità), dicendo con convinzione sorridente “via Monteglappa è la plima sinistla”, ha fatto capire che non solo da noi i cinesi sostituiscono la erre con la elle. Un ragazzo dall’aspetto di colore (diciamo che era nero in modo abbastanza evidente) ha allargato le braccia e mostrato soddisfatto l’ingresso del ristorante. Insomma a Reggio la sera girano solo persone dall’origine straniera che, dando indicazioni corrette dimostrano di conoscere bene la città (o quantomeno via Montegrappa) e, conseguentemente, di non sentirsi affatto stranieri (merito loro e di chi è stato reggiano prima di loro). Forse anche loro sono arrivati la prima volta a Reggio chiedendo a chi trovavano in giro di una strada (forse proprio via Montegrappa) e adesso, ricordando il loro spaesamento iniziale, sono gentili con questi tre signori, un po’ tristi, dall’accento fiorentino. Già, perchè sono un po’ tristi? Perchè prima dell’avventura notturna alla ricerca del gnocco fritto perduto avevano sofferto per la vana ricerca della vittoria della propria squadra, la Fiorentina, sul Sassuolo. 1 a 1 è finita. Peccato, anche perché sull’ 1 a 0 era iniziata. E ora finiamo dall’inizio e cioè dalle sciarpe e dalle facce viola che erano talmente tante da riuscire a far sembrare il parcheggio dello Stadio una piazza di Firenze e la curva Nord la curva Fiesole. Le persone sono le protagoniste delle città e possono contribuire a cambiarle ovunque, sia che ci stiano una sera che più sere. Però ripensandoci e meglio finire dalla fine e cioè dalla spuma di zabaione. Buonanotte!

fiorentini in trasferta
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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.