Siamo tutti in attesa degli eventi, sperando che gli stessi si sbrighino perché i tempi sono davvero stretti. In autunno infatti, in assenza di fatti nuovi, potrebbe cominciare l’opera di demolizione della Rari Nantes e della Canottieri Comunali. Per fortuna sembra che qualcosa si stia muovendo. Stiamo parlando di una rassicurazione arrivata da molto molto in alto, che più in alto non si può (e non dal Presidente della Repubblica), secondo la quale i lavori di distruzione si potrebbero bloccare. Sì perché qualche giorno prima delle elezioni regionali (ahi!), il Presidente del Consiglio in persona ha dichiarato che le due società si potrebbero salvare per via amministrativa. Le parole del premier fanno eco a quelle dette poco prima dal sindaco di Firenze Nardella, secondo cui il desiderio del Comune è quello di valorizzare le attività sociali e sportive che insistono sull’argine del fiume, nel rispetto comunque della legalità. Il punto è proprio questo: è possibile fare una legge (o un editto, una norma, una postilla o chissà cosa) specifica per le due società oppure sarà necessario un disegno più ampio e organico? Nel primo caso sarebbe tutto molto più semplice e veloce. Altrimenti si andrebbe incontro a tempi più lunghi. Tempi che, viste le scadenze, non ci sono.
La sopravvivenza delle due società è vitale per i destini, sportivi e non, di Firenze. Ed è fondamentale anche per il destino dell’Arno, perché non osiamo immaginare che cosa potrebbe sorgere al posto di Rari e Canottieri. I fiorentini (forse) non dubitano delle parole del Presidente del Consiglio. Se così ha detto, così sarà. Solo che bisogna fare presto. Perché sta arrivando una lunga estate che molti prevedono caldissima. Le attività con l’afa rallentano. Poi c’è agosto, le ferie. L’autunno è dietro l’angolo. Lo chiami e lui risponde. Urgono risposte certe e definitive.
In attesa degli eventi che rendano meno disgregante il futuro, Firenze aspetta seduta sulla riva del suo fiume. Prima o poi qualcosa passerà.
Fotosullarivadelfiume

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.