L’ ultima tournée di Sally O’Hara di Michele Mingrone

Nato come libro per ragazzi, nel corso di un lunga serie di notti fiorentine che l’autore ha scelto di sottrarre al suo personale “kit di sopravvivenza”, Sally sboccia fin dalle prime pagine come uno strano fiore senza tempo, carico di ben altre esperienze e suggestioni.
Gianna Conforti/Sally O’Hara, la protagonista, è un curioso esemplare di “rocker d’annata”: un donnone solitario dal fascino improbabile e irresistibile, con fattezze che evocano la nostra Margherita Hack (forse anche l’indiano di Dead Man) e la cui splendida voce non finisce di ammaliare anche dopo trent’anni di assoluto silenzio. Una Patty Smith, ma anche una Janis Joplin, una Dodi Moscati, o una Caterina Bueno arrivate non si sa come ai nostri giorni. Una preziosa bottiglia di whisky magnificamente invecchiato, si potrebbe dire, nella cantina di un’ esistenza tutto sommato ordinaria.
Due eventi fanno precipitare la storia, una mattina di dicembre del 2011, spingendo Sally a riprendere il viaggio musicale interrotto tanti anni prima. Suoi compagni in quest’ ultima avventura,dai toni ruvidi, esilaranti e toccanti insieme, saranno tre giovanissimi esemplari umani dalla collocazione altrettanto difficile: Sid/Simone, chitarrista, sensibile e inascoltato come una pianta d’appartamento, impegnato a ricambiare di cuore l’odio del mondo; Rocky/Cornelia, graziosa bassista steampunk aggressiva e generosa, figlia di due genitori che sembrano aver annegato nel conformismo interi decenni di vita ed amore; infine il batterista Sonny Boy, «l’Uomo dai Centomila Nomi» (che vi lascio scoprire),icona vivente di serenità ed equilibrio.
Forse tra chi sta leggendo c’è qualcuno – magari più di qualcuno – che dedica o ha dedicato almeno una parte di sé a far musica, parlo di quel “fare musica” che è passione, coraggio, apertura, solidarietà, voglia di condividere un sogno,  di impolverarsi in sala prove e per le strade, di dormire tre ore a notte (se va bene; magari per terra, gonfi come zampogne e coperti alla meno peggio), di nutrirsi con panini che la «Luisona» di Stefano Benni in confronto è una sfoglia di Rivoire.
Ecco. L’ ultima tournée di Sally O’Hara parla in modo schietto, ricco e coinvolgente a questo “qualcuno”, a chi sta per diventarlo, a chi in qualche modo lo ama profondamente e a chi, al di là delle generazioni e persino oltre la musica stessa, pensa che viaggiare valga sempre la pena.

Qualche nota tecnica, che spero possa esservi utile:

– Il romanzo è corredato di un «piccolo glossario rock» a cura dell’ autore e di un’ insolita appendice tecnologica: attraverso la lettura di QRcode sarà infatti possibile ascoltare la personalissima playlist musicale di Sally.

– Pubblicato dalla casa editrice Editpress di Firenze, è uscito in libreria il 25 febbraio 2013. Qui  potrete trovare maggiori informazioni sull’ autore e sull’ editore, oltre che gustarvi un’anteprima del libro.

– Il tour di Sally è ancora in corso, nel senso che sta girando per librerie, biblioteche e locali fiorentini in compagnia del suo autore. Per ulteriori dettagli, ecco il link alla pagina facebook dedicata.

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Federica Pagliai

Senese di nascita, fiorentina di adozione, girovaga per necessità e per piacere, lettrice in ogni caso. Collabora da alcuni anni con la facoltà di Ingegneria dell’ Università di Firenze, occupandosi di sicurezza sul lavoro e di formazione. Studia filosofia presso lo stesso Ateneo. Amante irrequieta e curiosa di quasi ogni forma d’arte, praticante (in sogno) di alcune, ha contribuito a fondare nel 2011 l’ associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it