Appena fu in strada sentì un brivido di freddo, quanta differenza col tepore dell’ufficio, pensò.

Si avviò sul marciapiede con energia, aveva voglia di camminare nonostante il buio e i tacchi alti. Qualcuno le aveva detto che per le donne i tacchi alti hanno un significato recondito di voglia mai sopita di volersi far preda…, certo non per lei: li aveva studiati, comprati, aveva imparato a camminarci, se ne era servita e se ne serviva per creare il suo personaggio, ma a lei i tacchi alti non piacevano.

Sorrise pensando che in realtà a lei piacevano le scarpe da ginnastica, la loro comodità, i loro colori… Ma quanto tempo era che non se ne concedeva un paio?

Quanto alla voglia di farsi preda poi, tutti sapevano che anche se all’apparenza era una persona sorridente e gentile, in realtà lei non si concedeva e non permetteva a nessuno ai andare oltre, figuriamoci.., farsi preda.

Stretta dentro al suo paltò con il rossetto ben curato e i suo tacco 12, rifletteva su quello che la vita le aveva riservato e su quanto si era impegnata. Aveva scelto il lavoro ed era stata ripagata. Ma era stata la scelta giusta? Se si guardava intorno tutto le rispondeva . Era sicura che se avesse chiesto, chiunque le avrebbe risposto che era una donna, fortunata, felice…. E questo è ciò che so di essere dal momento in cui mi alzo la mattina, entro nel mio personaggio e affronto la giornata; ma questa sono davvero io?

Questo pensiero così compiuto era la prima volta che le si delineava nella mente ed era accaduto proprio adesso mentre entrava nel centro commerciale e dal buio della strada si era ritrovata inondata di luci calde e colorate.

La folla della sera affrettata per le ultime compere le sfilava accanto mentre lei camminava calma; a casa, non aveva nessuno da aspettare e nessuno che la aspettasse.

Attraversò i corridoi in cerca di qualcosa di pronto per cena; come al solito avrebbe preso qualcosa  in confezione per single. Un tempo, le era piaciuto cucinare, poi tutto il resto aveva preso il sopravvento, non aveva avuto più voglia di invitare persone e si era ritrovata a scongelare nel microonde cene precotte e insipide.

Poco male, a consolarmi ho sempre e ancora il mio lavoro, pensò soddisfatta, anche se, oggi, le pesava in modo davvero insolito passeggiare per i corridoi del supermercato sapendo che tra i numeri in memoria sul cellulare non ce n’era nemmeno uno che avrebbe voluto chiamare.

Certo non si può avere tutto dalla vita, e poi, adesso è troppo tardi. Si accorse che stava facendo queste confidenze ad un peluche esposto nella vetrina di un negozio di giocattoli, e il peluche naturalmente non le rispose. Entrò allora in una profumeria e chiese alla commessa un rossetto di un nuovo colore, le occorreva qualcosa di diverso nella sua vita. Le mostrarono le ultime collezioni, e ne comprò due: brillanti, colorati, garantiti per durare a lungo, due super rossetti.

La borsa con gli acquisti non le pesava e continuò ad aggirarsi nel centro commerciale senza meta. Cercava delle risposte, ma in quel momento si accorse che le domande erano la cosa più importante.

I locali si stavano svuotando, si avvicinava l’ora di chiusura; camminava guardando l’immagine di sé che le rimandavano le vetrine, se avesse alzato gli occhi avrebbe visto gli sguardi compiaciuti di alcuni passanti, ma quella che lei vedeva riflessa le sembrava solo una “immagine di vetrina”.

Davanti al banco della rosticceria una domanda divenne più precisa: “E’ troppo tardi per chiedere qualcosa di diverso alla vita?” Questa volta però si dette anche una timida risposta: “Forse si potrebbe provare”.

Proseguì pensierosa mentre l’altoparlante invitava i clienti a terminare gli acquisti in fretta; la voce roca e impersonale dall’altoparlante suonò alle sue orecchie come un esortazione, una sveglia e alla stesso tempo una supplica a non sprecare altro tempo. Fu però davanti alla gioielleria più elegante che si concesse ancora un momento: fra diamanti, oro e zaffiri vide in uno specchio illuminarsi più di tutto il suo sorriso: “Forse tutto dalla vita non si può avere, ma non si può rinunciare a priori…”

Alcune luci erano già spente quando spiccò la corsa, le cadde di mano la busta con la confezione dei 4 salti in padella che si era comprata per cena, ma non si fermò, non era tardi, ma non voleva perdere più tempo, ora davvero non se lo voleva più permettere.

“Le faccio una confezione regalo ?” Le chiese la commessa indispettita per l’ora tarda, “no, grazie ”, rispose lei sorridente “ non è necessario,..sono per me le scarpe da ginnastica!”

 

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Sabrina Sezzani

Da lettrice appassionata a scrittrice per passione: Fiorentina DOC lavoro per vivere ma scrivo per divertimento; la mia passione è raccontare storie di donne,e quindi, naturalmente, anche degli uomini con cui hanno a che fare…