IMG_2876Lo spirito del nostro carattere è sempre stato scherzoso, nessuno lo può negare. Magari alle volte eccediamo in quel modo confidenziale che, ahimè, ci viene naturale, ma “così è, se vi pare” (non me ne voglia Pirandello se ho preso in prestito la frase del titolo di una sua opera teatrale, ma il riferimento non è casuale).

In fondo scherzare serve a camuffare la realtà, a nasconderla, a trasformare una verità ineluttabile. Il fiorentino, come tutti i popoli, non ha mai avuto tante occasioni per festeggiare veramente , per essere contento se non in modo “artificioso” o del tutto temporaneo. Però abbiamo imparato che non dobbiamo piangersi addosso e così… si prende a ruzzare.

Secondo il vocabolario della Crusca “ruzzare” significa far baie, scherzare, e cioè divertirsi facendo rumore e agitandosi.

Per alcuni il termine è più consono se riferito al gioco degli animali, come i cani e i gatti, che da cuccioli, imitando la lotta, si rigirano in continuazione come fossero delle ruzzole, ovvero dei tipi di rotelle.

Alcuni studiosi della lingua, pur non avendo certezze in merito, sostengono che il sostantivo “ruzzola”, da cui deriva il verbo “ruzzolare”, potrebbe avere un’origine onomatopeica (cioè dal suono, dal rumore) del latino-volgare “rudiare”. Altri, in maniera più semplicistica  trovano la connessione con il verbo roteare, magari nella forma arcaica “rotjare” che significava muoversi rapidamente in giro, far giravolte, capriole, muovere sfere, palle (ruzzole) su se stesse. Azioni da saltimbanchi, giocolieri, esistenti fin dal mondo antico.

Un esimio studioso etimologico dell’ottocento, il Caix,  ritiene invece che il termine derivi da “zurrare” (ovvero esaltarsi d’animo), in contrapposizione con altri che ritengono invece la parola in tedesco antico “ruozzan” (col significato di muovere, sollevare) la probabile origine di “ruzzare”.

Con tutta questa confusione si rischia di diventare troppo seri.

Siamo però certi che tutto questo, e ben altro ancora, non ci faranno mai passare la voglia di ruzzare.

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Maurizio Bertelli

Da sempre innamorato di Firenze e della sua storia, per diletto e passione scrive spaziando dalla saggistica si romanzi, fiabe, racconti, modi di cucinare sempre improntati sulla fiorentinità.