Foto by Giuliano di Bello

I Venkmans sono una band nata nel 2010 dalle ceneri di altri gruppi dell’underground fiorentino. I membri rispondono ai nomi di: William Cavalzani (voce, basso), Daniele Ceni (chitarra elettrica), Francesco Santi (Synth e tastiere), Riccardo Santi (batteria).
Il loro primo album s’intitola Good Morning Sun uscito per Audioglobe a Gennaio 2013. Il secondo singolo “Just Follow Me” è stato in rotazione per quattro mesi su Virgin Radio Italy. Il nome della band è un tributo a… andatevelo a cercare.

Era da questa estate che avevo in testa di intervistare i Venkmans. Precisamente, da quando li ho visti suonare e spettinare a colpi di tastiere elettroniche gli spettatori durante il loro concerto al glorioso Anfi(teatro delle Cascine). Una performance solida, da band vera, con una scaletta che non avrebbe sfigurato in qualche festival internazionale.
Lì, mi sono detto: è meglio che li contatti prima che esplodano definitivamente, sennò poi chi li ribecca più? Uffici stampa, copertine, tour, cazzi e mazzi. Il vantaggio di poter intervistare band della tua città di questa dimensione è che basta un messaggio su Facebook ed è fatta. E così è andata.
Appuntamento alle nove di sera, presso il quartier generale dei Venkmans, in un posto non meglio precisato sulle colline di Firenze Sud. La location è di quelle ideali: stanza/garage/sala prove in giardino. Dentro, lo spazio per uno sgabello, novantotto strumenti sparsi ovunque, locandine di concerti epici alle pareti, tre birrini stappati e mille cicchini accesi.
L’intervista può avere inizio.

Siete soddisfatti della vostra prima opera: “Good Morning Sun”?
Riccardo: Il disco è la diretta conseguenza della nostra attività live: 76 date in poco più di un anno, di cui tre in Francia. Per essere il nostro primo tentativo, “Good Morning Sun”, secondo me è fatto bene. Abbiamo speso molto per produrlo e si sente. Forse qualche band più blasonata di noi, non ha speso così tanto per il primo album!
Daniele: L’ho riascoltato da poco dopo mesi: fila via liscio, dall’inizio alla fine. Sono orgoglioso del nostro lavoro, forse il sound è anche troppo limpido in alcuni punti. Del resto la nostra musica non è garage, quindi deve suonare così.

Nel giochino tutto giornalistico dei paragoni, qual è l’accostamento che più odiate?
Tutti: I Franz Ferdinand!
Daniele: Quello con i Franz Ferdinand è veramente il paragone più inutile. Inoltre, mi stanno sul cazzo. Un altro parallelo che non sopporto è quello con i Kaiserchiefs. Con queste band, musicalmente parlando, non c’entriamo proprio niente.
Riccardo: Invece godo quando ci avvicinano ai Depeche Mode! Credo che l’accostamento a certe band nasca dal fatto che inizialmente eravamo un gruppo di stampo più rock, con due chitarre. Poi uno dei chitarristi se n’è andato e per noi è stata l’occasione di sperimentare le tastiere e la musica elettronica che ora ci caratterizza.

Cosa ne pensate di Firenze, difficile suonare in giro?
Francesco: Città come Roma, Bologna e Torino sono più attrezzate di Firenze. Lì ci sono più opportunità di suonare per gruppi come noi.
Daniele: Penso che non ci sia equilibrio: in generale, ci sono più band buone che situazioni buone per suonare. Mancano location della misura giusta per band come noi, con impianti decenti per i volumi. Non c’è la via di mezzo tra il pub e posti come la Flog ed il Viper. Sicuramente qualcosa si è smosso grazie al Tender, l’Exfila ed il Glue. Ma ancora non basta.
William: il Tender sta facendo un gran lavoro. Ci vorrebbero più locali come quello. È il punto di riferimento della scena rock fiorentina, dove si riuniscono i musicisti non solo di zona ma anche band ed artisti internazionali.

I vostri colleghi Street Clerks sono entrati a X-Factor, cosa ne pensate?
Daniele: Secondo me hanno fatto benissimo a provarci. Qualche purista può storcere la bocca ma, per me, hanno fatto la mossa giusta. Noi non potremmo farlo: solo William sa cantare!
Riccardo: Sono d’accordo. Secondo me, gli Street Clerks sono la band fiorentina più preparata per quei palcoscenici.
William: Non sono contro i talent a prescindere, almeno finché ci sono proposte nuove e valide come gli Street Clerks. Loro poi sono dei fenomeni live, sono sicuro che la tv non li farà cambiare. Non diventeranno mai come Emma Marrone!
Francesco: C’è purtroppo la consapevolezza che ormai l’industria discografica è dipendente dai talent show e questo mi dà fastidio. Detto questo, gli Street Clerks hanno fatto bene a partecipare.

Voi, invece, recentemente siete stati invitato a suonare negli studi di Virgin Radio Italy…
Daniele: L’opportunità è nata grazie al nostro ufficio stampa. A Virgin Radio è piaciuto il nostro singolo, “Just Follow Me”, che per quattro mesi è stato in rotazione nel palinsesto. Poi, Ringo, lo speaker, disse in diretta che avrebbe desiderato averci come e ospiti e così siamo andati.
Ci hanno intervistati e abbiamo suonato un set acustico. Bellissima esperienza.

Si chiude con il gioco del rock: formate la migliore superband di tutti i tempi!
Daniele: John Squire degli Stone Roses e Johnny Marr degli Smiths alle chitarre, senza dubbio.
Riccardo: Dave Grohl alla batteria ci sta bene.
William: Freddy Mercury alla voce, così prendo tutti i generi!
Francesco: Andy Fletcher dei Depeche Mode alle tastiere.

Contatti:
FB: The Venkmans
Sito Ufficiale: www.thevenkmans.com

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Andreas Lotti

Andreas Lotti, nato nell’81, è un giornalista pubblicista appassionato di musica che dopo anni di ricerche e tentativi ha trovato finalmente i pazzi di TuttaFirenze che lo faranno sfogare scrivendo della sua materia preferita. Non sa suonare strumenti ma ha all’attivo una collezione di oltre 500 tra cd e vinili che rappresentano l’unica mobilia di casa sua e l’eredità che lascerà alla fedele gatta, Vaniglia. Rock’n’roll!