Carissimi lettori e carissimi amici, non è mai bello parlare di se stessi ma è proprio vero che, citando il titolo di un celebre romanzo di Stephen King, a volte ritornano. Ritornano dopo un lungo digiuno sempre più assetati di nuove genialate fiorentine da commentare. Sarebbe stato però troppo scontato e banale cercare un qualsivoglia genio natalizio, qualcuno finito per errore con lo spalaneve sulle spiagge bianche di Rosignano, per esempio. Ed invece no. La crisi economica e la “spending review” ci obbligano a tagliare i costi ed utilizzare materiale già presente in archivio, a costo e kilometri zero. Così, nelle notti insonni vegliate all’ombra del rancore, come cantava il poeta, capita di vagare indisturbati tra le cartelle del proprio computer, quelle stacolme di immagini e dai suggestivi nomi tipo “varie” o “stramberie” fino a giungere alla più importante, quella rinominata “la mamma dei geni è sempre incinta”. Ecco allora apparire alla mia vista una perla iconografica quasi dimenticata ma perfettamente intatta in tutto il suo splendore. Trattasi di doppio cartello stradale, carpiato rovesciato, di dubbia provenienza e di ancor più dubbia utilità. Esso riassume magistralmente in un solo colpo d’occhio tutta la tragedia di una città allo sbando. Quivi si alternano confusamente infatti visioni del mondo diverse, tecnologia e manodopera, desiderio di una reale svolta politica progressista contro un palese richiamo alle tradizioni più moderate e reazionarie. Partiamo dalla prima evidente considerazione. Anche se non ha senso i cartelli sono due, uguali ed uno accanto all’altro, forse perché come è noto a tutti i coglioni viaggiano sempre in coppia. In questo caso i coglioni non sono i due poveri “walking people” ma, casomai, i geni che li hanno così amabilmente posizionati sul marciapiede, come a dirci che, siccome siamo duri di comprendonio, uno solo non bastava. Qui però scatta il doppio, triplo colpo di genio. I cartelli sono diversi per colore e dimensioni. Quale sarà quello regolamentare e quale quello taroccato fatto in Cina? Vabbé, proseguiamo. I pedoni vanno decisamente a sinistra, chiara indicazione politica, ma… dietrofront! Qualcuno li richiama all’ordine con efficace biglietto vergato a mano e freccia di supporto per i meno vispi, intimandogli che, sebbene possano guardare a sinistra, devono comunque andare a destra. Che sia una velata parabola renziana? Questo non ci è dato di sapere ma, giusto per rimanere in tema festivo, si ricordino tutti i signori geni fiorentini che noi siamo qui a vigilare sulle loro prodezze, perché come mi diceva sempre il mio povero nonno: «La vita è come un albero di Natale, c’è sempre qualcuno che rompe le palle!»

Aiutateci a scoprire nuovi geni fiorentini. Inviateci le vostre foto e segnalazioni a geniofiorentino@tuttafirenze.it

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Lorenzo Montemagno

Nato nella città più bella del mondo, in un radioso primo di Giugno del secolo scorso, ha avuto l’avventura di essere adolescente negli ormai mitici anni ’80, quando la lotta armata degli “anni di piombo” lasciava gradualmente il posto alle lotte spaziali di Goldrake, Mazinga e Jeeg robot d’acciaio. Tra i Duran Duran e gli Spandau Ballet si era già fatta strada una passione ben più pregnante, quella per la satira.
Raggiunta la maggiore età comincia a collaborare come vignettista ed illustratore per libri e riviste. Tra le cose fatte si ricordano i tre anni della trasmissione televisiva “Allo Stadio con Gioia” che portò alla pubblicazione del piccolo volume “Dal paradiso al purgatorio e ritorno” che raccoglieva le migliori vignette apparse in video. Molte vignette sono apparse nei periodici “Tuttotifo”, “La Gazzetta Viola” e, più recentemente, la nuova edizione de “Il Brivido Sportivo” e sul Vernacoliere.

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Agorafobia

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Passi lei…