Clarence Worley non è il tipo con cui amereste chiacchierare, parla sempre di cinema e di Elvis e dei film di Sony Chiba, ripete spesso le stesse frasi e va al cinema da solo e si guarda anche tre film di fila se sono film di kung fu.
Alabama Whitman ha la pelle e i denti storti di Patricia Arquette negli anni ’90, il che fa di lei una delle donne più belle del mondo e quando la guardi senti odore di lenzuola e intimità.

Alabama e Clarence si conoscono in un cinema e s’innamorano, fuori piove e lei gli rovescia dei popcorn sui pantaloni. Potrebbe essere l’inizio di una storia d’amore solo che Clarence è il terzo cliente di Alabama, perché lei è una prostituta e sta scappando da gente tosta e cazzuta come Gary Oldman e James Gandolfini. E allora la loro non è una storia d’amore, ma è una cazzo di storia d’amore piena di droga e frasi memorabili e pistole e colpi di scena come ogni fulminato di cinema vorrebbe avere.

La gente normale non vuole scappare da dei trafficanti, non vorrebbe vedere il proprio padre fare un monologo sui negri e i siciliani davanti a dei mafiosi per poi essere crivellato di colpi da Christopher Walken. La gente normale non vuole ritrovarsi in uno stallo alla messicana pieno di pistole e gente con i nervi tesi, non vuole respirare la violenza nell’aria, non vuole ritrovarsi un fucile piantato tra le gambe o una valigia piena di cocaina in macchina, non vuole essere pestata a sangue in un locale di lap dancer o avere una romantica storia d’amore con una prostituta vestita come un ghepardo. La gente normale no, ma i drogati di cinema come Clarence e Alabama sì.

Così, se siete i tipi che ogni volta che guardano un film ci vorrebbero entrare dentro e non avete mai visto True Romance di Tony Scott, beh, fatelo. Sì certo, avete visto tutti gli altri film di Tarantino, bravi, ma questa sceneggiatura che vendette per poter girare Le Iene e che avrebbe dovuto completare la sua prima trilogia con Pulp Fiction, è amore per il cinema. È una storia dove Tarantino è prima di tutto uno spettatore ingenuo che si procura gastriti e diarree con popcorn e coca cola e non ancora uno sceneggiatore navigato. True Romance è amore per gli spettatori. Per quei fulminati che ci vanno da soli e si siedono proprio nel mezzo per non essere disturbati dalle luci di emergenza, che quando escono dalla sala sono confusi e malinconici per quanto faccia schifo la realtà, ma anche eccitati per aver vissuto una vita migliore per un’ora e mezzo. Per quei tipi che ogni volta sperano che una Alabama Whitman in fuga dal suo magnaccia entri dal fondo della sala e sedendogli vicino gli rovesci addosso dei popcorn per portarli dentro un film.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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