Come oramai sapete, sono sempre in cerca di storie o ricette da raccontarvi. Esaminando le bozze di un libro di storia della cucina fiorentina, che sta scrivendo Maurizio Bertelli, mi sono imbattuto in una ricetta che, pur essendo fiorentino, non conoscevo. Non solo, non ne avevo mai sentito parlare: “Il Tondone” origine non riconducibile, ma già popolare nel XVIII secolo.

Si tratta di un piatto povero, della tradizione fiorentina, utilizzato prevalentemente per i bambini come merenda ideale per alleviare i morsi della fame. Questa pietanza povera, potrebbe essere un lontano parente dei pani tacci lunigianesi, della piadina romagnola e perfino l’antesignano delle crêpes.

Vediamo la ricetta del Tondone:
Dosi per 6 tondoni:

Farina 200g.
Acqua 350ml.
Un pizzico di sale
Qualche gocciola d’olio.

Prendete la farina, stemperatela con l’acqua, qualche gocciola d’olio, un pizzico di sale e mescolate bene il tutto con una frusta.

In una padella mettete un filo d‘olio o una noce di burro e, quando sarà caldo, versate con un ramaiolo il composto preparato, spalmandolo. Fate cuocere da entrambi i lati e, ancora caldo, mettetelo sul piatto, aggiungendo un po’ di sale e, a piacimento, un filo d’olio.

Questa ricetta, per la sua semplicità e la capacità di saziare, risulta un piatto unico nel suo genere, ma tutt’altro che raro. Come dicevo è simile alla piadina, ai pani tacci e alle crêpes, ma ricorda anche il pane azzimo ebraico, le pita greca, il pane arabo, il chapati indiano, le tortillas messicane. Non escludo la possibilità che in ogni paese si possa trovare un tipo di pietanza simile.

Nel libro dell’Artusi troviamo la ricetta delle “frittelle di tondone”, più elaborata di quella che vi ho descritto, e lui ne scrive così: “Se non sapete cosa sia un tondone, chiedetelo a Stenterello che ne mangia spesso perché gli piace…”.

Penso che, gustare il tondone con un filo d’olio, o arricchito con ciò che la fantasia vi suggerisce, ci aiuti a riscoprire una ricetta che, declinata ai gusti attuali, lo rende sicuramente più appetibile.

Il Tondone

Il Tondone

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.