Tommaso Allan

L’ultima partita di regular season del Pro14 ha visto le due franchigie italiane affrontarsi nel terzo derby italiano della stagione e qualche malelingua poteva dare il risultato di tale partita deciso a favore del Benetton Treviso che si sarebbe visto spianata la strada di accesso ai play off, invece l’accesso ai quarti di finale del Treviso, evento storico visto che nessuna formazione italiana era mai riuscita a raggiungere tale risultato,non è stato aiutato dalla franchigia federale che invece ha venduto cara la pelle nella partita di cui sopra, per arrivare al coronamento nella prima partita dei quarti di finale. Ospiti dell’occasione il Munster che ha preparato la battaglia contro i galvanizzati italiani schierando la sua formazione migliore.

Più che buona  è stata la prestazione del Benetton Treviso che è riuscito, ricordo fuori casa, a giocare ad armi pari contro la formazione irlandese che è rimasta in partita grazie soltanto a una serie di calci piazzati. Unica meta della partita è del Leone Halafihi, non a caso nominato Man of the Match. Partita che ha dato molta soddisfazione sia agli addetti ai lavori che agli appassionati di rugby viste i tanti complimenti ricevuti dalla formazione italiana da parte della stampa specializzata estera vista l’aggressività e il coraggio dimostrato in campo, basti vedere i due tentativi di drop a fine partita per cercare di recuperare i due punti di divario o la difesa a dir poco impenetrabile che ha retto per tutti gli 80 minuti.

Allora perché il Treviso non è riuscito a passare il turno? A causa del solito problema italiano, la disciplina in campo. Il Munster non ha realmente dimostrato gioco e si è trovato la fortuna di avere molte occasioni, date dai falli italiani, per poter accorciare e poi superare il punteggio. Insomma, una vittoria immeritata da parte della Red Army e la consapevolezza che il Benetton Treviso ha raggiunto un livello di rugby più che rispettabile.

Finisce così, con un amaro 15-13, la prima esperienza in final series di una squadra italiana. Un primo, finalmente, risultato nel rugby internazionale che forse schiarirà le ombre che ultimamente stanno appesantendo la Federazione Italiana Rugby, in altre parole un futuro più roseo si sta delineando all’orizzonte? Speriamo vivamente di si e noi siamo qua che non aspettiamo altro.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.