Gli analisti sono abituati ad interpretare i numeri e leggerci orientamenti e strategie. Alcuni casi sono però talmente eclatanti che anche per i non addetti ai lavori è facile dare un’interpretazione.

È il caso delle ultime trimestrali dei colossi-concorrenti per antonomasia: Samsung e Apple.

Dai numeri della prima emerge in tutta la sua chiarezza il rallentamento che in questi ultimi tempi ha subito il mercato cosiddetto hi-tech. La richiesta di chip da integrare nei vari dispositivi ha subito un calo che si è concretizzato in una riduzione dei profitti, più che dimezzati. Il calo su questo fronte è stato in parte mitigato dagli ottimi risultati di vendita dei dispositivi mobili, che sulla spinta dei recenti Note10, ma anche dei modelli della linea più economica A, cresciuti di oltre il 17%. Le prospettive per il futuro sono rosee anche in considerazione della forte spinta che dovrebbe arrivare dalla diffusione del 5G, che Samsung supporta su più modelli.

Il concorrente storico di Samsung, almeno per la telefonia, ha presentato una trimestrale che conferma quanto già gli analisti avevano anticipato: la Apple sta sempre più spostando il proprio core business dai prodotti ai servizi, fermo restando che nell’ambito di una nicchia, quella dei cosiddetti wearable, sta comunque investendo parecchio. Rispetto a Samsung il colosso di Cupertino vede inesorabilmente ridimensionarsi il comparto smartphone, con un calo del 10%, pur prendendosi una rivincita morale in ambito tablet, dove gli ipad crescono del 17%. Saranno i numeri che porteranno i nuovi servizi (Apple News+, Apple Tv+ e Apple Arcade, etc.) a dire se le scelte strategiche di Apple sono vincenti.

Il mercato, come sempre, assiste allo scontro dei due colossi.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.