Seconda parte del viaggio nelle viscere di TripAdvisor. Evitare le fregature, mangiare bene e pagare il giusto è possibile. Cominciamo con…

La piccola critica

Questo mi è stato confessato da gente che per lavoro scrive finte recensioni: il trucco della piccola critica. Per sembrare autentici, molti dei migliori articolisti inseriscono in una recensione generalmente entusiasta un piccolo appunto non rilevante. Questa è la vera firma del recensore farlocco. Per esempio: “Servizio perfetto, una tagliata da sogno, grande carta dei vini, però ve lo devo dire, la tappezzeria andrebbe cambiata, quel rosa antico è davvero fuori moda”. Sì, vabbé.

Come si compone il punteggio?

Per esempio, su 100 recensioni: 48 eccellente, 40 molto buono, 4 nella media, 6 scarso, 2 pessimo. Lo stacco è forte, molti hanno scritto che il posto è ottimo, pochi hanno ritenuto di confutare tale giudizio. Buon segno. Molti “eccellente” e molti “pessimo” al contrario possono indicare che in parecchi probabilmente sono finiti lì sulla base delle eccellenti (e finte) recensioni rimanendoci talmente scottati da affollare in massa la casella “pessimo”.

Le recensioni “nella media”: le nostre migliori amiche

In genere amici e nemici del ristoratore daranno giudizi netti, “eccellente” o “pessimo”, in fondo sono lì per alzare (o abbassare) la media, no? Nessun falso recensore perderà il suo tempo per scrivere una recensione “mediosa”, a meno che non si parli dell’Enoteca Pinchiorri: affibbiare un “nella media” a un luogo di fama stratosferica può essere un modo raffinato quanto crudele di stroncarli.

Il gestore online

La reazione del proprietario del locale alle critiche che gli vengono mosse può essere illuminante.
La maggior parte non intervengono affatto, o intervengono solo se pesantemente attaccati.
Di solito, in tal caso, perdono il controllo rispondendo da permalosetti.
Diffidare. Probabilmente sono di quelli che se gli chiedi l’olio piccante ti sputano nel piatto.
I migliori, secondo me, sono quelli che rispondono per ringraziare in presenza di una recensione particolarmente gradita. Una reazione del genere indica una grande cura e un gran rispetto verso il cliente.
O che l’autrice della recensione positiva è la moglie.

Per il momento è tutto, ma non finisce qui: entro pochi giorni il mirabolante terzo e ultimo capitolo…

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Michele Mingrone

Nato a Firenze con radici sparse tra Slovenia e Calabria, scribacchino sia su commissione che per losca e privata gioia, indefesso strimpellatore di chitarre e xilofoni, web content editor e grafico freelance. Ma, soprattutto, avido navigatore del nulla, cui dedica le sue energie con indefessa passione.