imagesIl buon ciclista dovrebbe viaggiare con una camera d’aria di scorta, ma per vari motivi non risulta sempre facile esserne provvisti. Mercoledì pomeriggio, dopo essermi accorto di aver forato la ruota anteriore e non avendo con me il necessario per aggiustarla, ho staccato cerchione e pneumatico dal telaio e ho legato la bicicletta ad un palo. Per recarmi dal mio biciclettaio in via baracca, per effettuare la riparazione, sono salito sul bus 35. Insieme a me sono entrati un paio di uomini ben vestiti; uno dei due mi ha colpito per la larga sciarpa di lana spessa, color bordeaux che gli copriva l’intero petto. Mi sono chiesto se avessi io, un abbigliamento troppo leggero o lui soffrisse particolarmente il freddo nonostante i venti gradi di temperatura esterna. I due si sono posizionati vicino due ragazze che erano già sedute; l’autobus stranamente era semivuoto e le poltrone per sedersi abbondavano. Alla fermata successiva è salito un altro signore dall’aspetto elegante che si è fermato poco distante dai due individui. Con la mia ruota in mano e mentre mi davo dello stupido perché una semplice camera d’aria arrotolata occupa meno spazio di un portafoglio e avrei potuto portarla con me, sono rimasto colpito da alcuni atteggiamenti singolari. I due uomini entrati nel mio stesso momento, non parlavano tra loro ma si lanciavano sguardi comunicativi. Facevano dei piccoli cenni con la testa, prima in direzione dell’uomo salito alla fermata successiva alla loro e in seguito verso le due ragazze. Lentamente si sono avvicinati alle due donne, una delle quali aveva la borsa esposta verso di loro; la mia visuale era coperta dalla stazza dei tre soggetti. 0259Ad un certo punto, uno dei tre uomini ha premuto il campanello di prenotazione fermata e si è chinato verso terra facendo cadere un giornale che teneva in mano. Pochi istanti dopo ho sentito una delle due ragazze che diceva a voce alta: “Che cosa ha fatto? Guarda dentro la borsa, ho visto che muoveva la mano da sotto la sciarpa”. I tre uomini improvvisamente, senza dire niente, si sono spostati verso la porta e sono scesi al volo dal bus. Dal finestrino ho notato che erano tranquillamente fermi, come in attesa di un altro autobus. Una delle ragazze controllava dentro la borsa che niente le mancasse e fortunatamente le sembrava tutto in ordine. La mia avventura sul 35 mi ha confermato che la bici resta il miglior mezzo per muoversi, se hai una camera d’aria di scorta, e soprattutto a diffidare da chi indossa larghe sciarpe di lana.

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