car-driving-motion-2375-825x550Fino ad ora ho parlato soprattutto delle differenze fra l’America e l’Italia…oggi invece vi mostro l’altra faccia della medaglia e cioè il fatto che alla fin fine esseri umani siamo e sotto la pelle siamo tutti fatti più o meno allo stesso modo.

Stavo guidando per una strada statale, tipo a 4 corsie, in mezzo alla campagna (una specie di Firenze- Siena ma più grande e con meno buche, per intenderci) e una macchina, incrociandomi, mi ha sfarettato. Non mi era mai successo qui negli Stati Uniti e mi sono chiesta cosa volesse dire e…ebbene si, c’era lo sceriffo appostato a far multe per eccesso di velocità con l’autovelox!

Tutto il mondo è paese!

Eppure gli Americani sono poco solidali in fatto di sgarro e sono molto ligi alle regole.

Devo dire che la cosa mi ha sorpreso.

Altro esempio e con questo si cade un po’ nell’ovvio, lo so: il comportamento dei commensali a una cena a buffet. Non c’è niente da fare, forse gli svizzeri si mettono in fila, gli americani manco per idea. Magari non sgomitano con il coltello fra i denti, come noi, ma certo si fiondano sul cibo senza guardare in faccia a nessuno. Non c’è niente da fare, forse è un istinto primordiale…

Altro istinto primordiale: il non lasciare passare le macchine davanti a te quando c’è un restringimento, o un ingorgo.

Devo riconoscere che in linea di massima il senso civico qui è un po più sviluppato, ma non molto…E forse il problema sta nel fatto che quando si è in macchina, in quella scatoletta di latta, si pensa di essere isolati dal resto del mondo e forse per questo si diventa più aggressivi e irrispettosi…

Ma non solo!

Tutti quanti pensiamo di essere “soli” in macchina quando si sta guidando da soli, cioè si crede di essere in un certo qual modo invisibili e protetti dal resto del mondo, come se i vetri della macchina fossero di piombo… Mi fa ridere quando ai semafori la gente si mette le dita nel naso pensando di non essere vista da quelli nelle macchine accanto…ebbene si, lo fanno anche gli Americani.

Ultima cosa: “A mio modesto parere”.

Avete mai notato che quando qualcuno inizia una frase così vuol dire che di modesto non ci sarà nulla in quello che sta per dire? Quel qualcuno ci annaffierà con tutta una serie di opinioni assolute e assolutistiche pontificando su cose di cui alla fin fine forse neanche sa molto…

È una cosa che mi ha colpito proprio qualche sera fa ad una cena e nuovamente ho pensato che tutto il mondo è paese, che i maleducati, i boriosi e i presuntuosi sono ovunque!

E questo lo dico perché troppe volte si rimane vittima dei luoghi comuni del tipo: “eh gli italiani sono così, i tedeschi sono “cosà”…” forse un po’ è vero, ma forse ripeto siamo fatti tutti un po’ allo stesso modo e per fortuna di gente a posto, educata, di cultura, umile e corretta se ne trova ovunque, basta selezionare!

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.

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Texas Round Up