Quo_VadisLunedì 18 aprile
Chi pensava che la Nuova Zelanda fosse solo pecore e palle ovali, si stupirà che possa produrre anche serie televisive di buon livello. Come I misteri di Brokenwood in onda su Giallo canale 38 in prima serata. Protagonista un improbabile detective grassoccio e amante del vino. Tutto questo per avvertirvi che potete anche evitare l’ennesima fiction su Rai Uno, Il sistema, che tratta di usura e riciclaggio (fiction o reality?). Per gli amanti di SuperSimo, dobbiamo avvertirvi che la Ventura è stata cacciata da L’isola dei famosi. Sul gossip impazza la domanda: l’avrà fatto per farsi pubblicità visto l’ormai imminente… cedimento strutturale? Oppure (come sembra) gli avevano detto che Bettarini voleva andarla a trovare?

Martedì 19 aprile
Secondo l’auditel i “carbonara cold case” vanno a gonfie vele (stai a vedere che, per dare il colpo definitivo agli altri programmi, il nuovo direttore del giornale si innamora della giornalista monoespressione che fa anche la mamma in “Come fai sbagli”!). Certo, la concorrenza di Mediaset è un po’ polverosa, visto che Rete 4 trasmette Quo Vadis con la corsa delle bighe (dura 3 ore. Il film, non la corsa!). Su Iris vanno in onda due film consecutivi su Romeo e Giulietta. Uno del 1996 e l’altro, quello più famoso, di Zeffirelli del 1968. Perché questo fiorire di Capuleti e Montecchi? In questi giorni ricorrono i 500 anni dalla dipartita di Shakespeare, ignoranti! In compenso Cielo alle 23 e 15 trasmette il film Tra le gambe. Semplice, diretto, senza fronzoli.

Mercoledì 20 aprile
TVOI le prende (parliamo di auditel, logicamente) da tutti. Dalla Sciarelli, da Velvet e persino dalla fiction di Canale 5 Fuoco Amico. Si va verso il flop? Forse l’era del dilettante è finita. Anche perché se i vincitori delle passate edizioni sono svaniti nel nulla, una ragione ci sarà. E poi stasera Mediaset fa sul serio. Oltre alla fiction su Canale 5, su Italia Uno c’è La fabbrica del cioccolato con Johnny Depp. E anche Rete 4 dà il suo contributo con il film Renegade con… Terence Hill???? Ma come? Di mercoledì?

Giovedì 21 aprile
La Rai cerca di arginare la fine di “Don Matteo” (loffia, l’ultima puntata) e dei suoi boom di ascolti con il remake di Rischiatutto. Prima puntata di assaggio con gli ex campioni di quando c’era Mike (Longari in testa) e star dello spettacolo. Noi avremmo lasciato tutto ai bei ricordi. Rete 4 trasmette un film con Matt Damon. Del resto Terence Hill c’era ieri. Perché di mercoledì, se Don Matteo andava in onda di giovedì? Si chiama psicosi da auditel o sindrome di share. Colpisce i programmatori televisivi stressati.

Venerdì 22 aprile
Rischiatutto seconda puntata con concorrenti veri. Ma poi finisce e riprende a ottobre. Vedremo se riusciranno a contrastare la sindrome del venerdì che rende Ciao Darwin 7 il programma più visto in questo giorno della settimana. Per curiosità, abbiamo provato a guardarlo. Ma ci è presa la sindrome del “non è possibile essere così idioti”.

Sabato 23 aprile
Finisce Ballando con le stelle. Inconsolabili. Stiamo pensando di firmare una petizione contro il pensionamento della Carlucci. Come? Certo che è così vecchia! Non vi sembrava? Sindrome del rifacimento. Le rende tutte diversamente giovani. La sindrome del calo palpebrale prenderà invece gli orfani inconsolabili di “Scala Mercalli”, che si ritrovano a fissare il figlio di Piero Angela su Rai 3. Se avete bisogno di distrarvi guardatevi Shrek su Italia Uno. Se avete bisogno di… non sappiamo di cosa avete bisogno se volete guardare Amici. Forse di un ansiolitico.

Domenica 24 aprile
Stasera c’è Fiorentina-Juventus. Che vuol dire? Che se non avete Premium o Sky non la vedete. Ah, non ve ne frega nulla? Sindrome di Pinocchio. O del mentitore spudorato. O del bugiardo matricolato. Oppure del tifoso affranto. Buona partita a tutti.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.