Me l’avevano detto che New Orleans è una città speciale… e infatti lo è!
Erano anni che volevo andarci.
New Orleans fu fondata nel 1718 ed è perciò una delle città più antiche di questo “nuovo mondo” e la cosa la si percepisce da subito. Ha uno spessore, una terza dimensione che solitamente le città americane non hanno, perché troppo giovani. Questa profondità viene dalla storia, dai piedi che hanno pesticciato quelle strade, dalle vicende che vi si sono intrecciate, dalle sofferenze e dai successi, dalle cose che li sono nate, dalle persone che li sono morte e dalle anime che vi aleggiano.
Beh, sicuramente saprete che NOLA (così viene abbreviata) è la città dei fantasmi, e del voodoo… ma a questo tornerò fra poco…
La prima cosa che colpisce è la decadenza, certo in parte per Katrina (il disastroso uragano del 2005) ma non solo. Le case, ad esempio, non sono perfette, nuove e sigillate, come in molte altre città; sono un po’ “storte”, sono vecchie, sono colorate, con i portici sui quali senza nessuna fatica ci si immagina di vedere uomini vestiti di bianco a bere limonata e fumare il sigaro, con i loro servitori di colore (ahimè) che li sventolano. Parentesi storica: gli schiavi entravano nel nuovo mondo attraverso New Orleans a da lì trasportati a nord risalendo il Mississippi.
Il tanto famoso e decantato quartiere francese con la famosa Bourbon Street è chiamato in gergo “il vomitatoio ufficiale d’America” perché non c’è niente altro che bar che vendono cocktail chimici di mille colori, e la gente ci va fondamentalmente per sfasciarsi il fegato e rimanere in stato subcosciente per un paio di giorni!
Però non c’è solo questo, c’è fascino e balconi con fiori e girando per le stradine strette più volte ho avuto la sensazione di trovarmi a Barcellona o nel sud della Francia.
Lo scorso mese ho concluso la mia “paginetta” parlando di magia… La magia nell’aria, la magia e l’entusiasmo un po’ fanciullesco proprio degli americani.
Beh, a NOLA non ho sentito l’entusiasmo nell’aria, pare che la gente lì ne abbia viste davvero tante e che poco spazio rimanga nelle loro menti e nei loro cuori per la spensieratezza. Però di magia ce n’è eccome!
Magia e mistero.
Certo, pur di accalappiare turisti desiderosi di avventure, viene fatto di tutto, tipo organizzare escursioni nei cimiteri con maschere e affabulatori o giri in carrozza nel pieno della notte a vedere case abitate dai fantasmi.
Io non so cosa ci sia di vero, forse niente, però come dicevo prima, qui a New Orleans viene praticato da anni il voodoo.
In parole povere, il voodoo è la pratica di rituali di origine africana che una volta arrivati in Louisiana si sono fusi e intrecciati con la tradizione cattolica e caraibica; utilizza infatti alcuni dei “nostri santi” insieme a divinità africane che vengono chiamate in causa per ottenere benefici (o malefici) e cambiare o interferire con il corso degli eventi. Il voodoo viene usato il più delle volte a fin di bene, per combattere ansie, dipendenze (alcool, fumo) o depressione. Viene praticato in privato, non sbandierato e i luoghi del voodoo non si trovano certo  sulle guide turistiche!
Nonostante questo ho avuto il grande privilegio di visitare un vero altare e incontrare la sacerdotessa e devo dire che è stata un’ esperienza davvero significativa…. ma non dirò altro perché non è permesso… Quindi se siete curiosi, e volete sapere di più, dovrete farlo da soli!
Alla prossima…

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.