Si dice che sia difficile parlare di una cosa se non la si è vissuta sulla propria pelle. Io invece penso che si possa avere un’opinione su tutto, o perlomeno ci si debba provare. Stavolta però provo a dare ascolto a chi dice che un’esperienza vada vissuta per poterla giudicare, e tornando a parlare di una Londra piena di ventenni italiani, chiamo in causa chi fuori dall’Italia c’è andato davvero.

Claudio e Lara, 44 anni in due, hanno scelto di andare a Londra un anno fa. Uno è a Firenze adesso, l’altra è là, e là vuole restare.

Claudio Piccini ha 21 anni, è fiorentino e l’anno scorso l’ha passato a Londra. Ora studia Economia e commercio, a Firenze.

Perché Londra?
Quando ho finito il liceo scientifico non avevo idea di quale università fare e per non perdere un anno ho deciso di fare questa esperienza. Ho scelto Londra perché è la città che lavorativamente offre più occasioni e là ho fatto il cameriere, prima per una catena di cucina italiana poi in un ristorante di lusso.

Cosa hai trovato là?
A Londra ci sono multietnicità, divertimento e tante occasioni, sia dal punto di vista lavorativo che sociale. C’è una mentalità differente, più aperta ai giovani.

Perché hai deciso di tornare?
E’ stata un’esperienza che mi ha lasciato sicurezza in me stesso e tanti bei ricordi, ma ho sempre pensato che sarebbe stata una parentesi di un anno, e là non ho cambiato idea.

Lara Aiana ha 23 anni, è nata e cresciuta in Sardegna ma a 18 anni ha deciso di vivere altrove. E la prima tappa è stata Firenze.

Lara, perché hai deciso di lasciare la Sardegna?
Mi sono trasferita a Firenze per studiare fotografia all’Università, ma dopo 4 anni ho deciso di spostarmi a Londra, per la curiosità di ricominciare in una nuova città e per cercare fortuna nell’ambiente fotografico.

Com’è la tua vita a Londra?
Ora la mia vita è più frenetica, sto entrando nel ritmo della città e mi piace molto. Lavoro part-time in un grande museo, e nel tempo libero mi dedico a diverse cose a cui sono appassionata, oltre a fare festa con nuovi e vecchi amici ritrovati in città.

Cosa ti sta dando Londra che a Firenze ti mancava?
Londra mi dà lo spazio e la possibilità di esprimermi in diversi modi, di avere una scelta in ogni caso, cosa che in Italia in qualche modo mi è sempre mancata.

E se ti dico Firenze?
Penso ai gelati alla Carraia e ai pomeriggi alle Cascine.

Tornerai?
Sono partita per non tornare e sono ancora di quest’idea. Non escludo che le cose possano cambiare ma per ora non ho intenzione di rimettere piede in patria se non per passare le vacanze.

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.