Una sessantina di scheletri posti dentro fosse comuni sono stati ritrovati sotto gli Uffizi. Si tratta di fosse comuni databili tra il 400 ed il 600 d.C. Sono il risultato di un evento traumatico, probabilmente un’epidemia, e potrebbero essere una testimonianza del periodo più duro mai passato dalla nostra città, quello in cui rischiò di scomparire dalle rive dell’Arno e diventare solo un ricordo.

Archeologi al lavoro agli Uffizi

 

Le sepolture trovate sotto gli Uffizi non sono le uniche di questa epoca rinvenute nell’area. Altre sepolture furono trovate sotto l’attuale via Por Santa Maria, tra i resti di un grande impianto termale e di case della Florentia romana. Altre sepolture della stessa epoca furono trovate lungo via Vacchereccia, e sotto agli Uffizi, ma più a Nord.

In realtà, tutte queste sepolture sono solo una parte del puzzle. L’immagine intera che potremmo vedere sulla scatola parla di una situazione drammatica. Immaginate una città romana, con le sue terme, il teatro e l’anfiteatro, le case a più piani e le botteghe. Una città senza difese, perché la potenza dell’Impero garantiva pace e tranquillità. Ma nel III sec. d.C. arrivarono le prime incursioni di ‘barbari’ nel territorio italiano. Pensate al pericolo di veder bruciata o distrutta la propria casa, o l’intera città.

Firenze corse il rischio di essere attaccata nel primo decennio del 400 d.C. Probabilmente in quest’epoca si decise di ripristinare le mura che avevano la porta meridionale dove oggi ci sono le Logge del Porcellino. E da questa porta, le mura giungevano al teatro (sotto Palazzo Vecchio), che nel frattempo era stato ‘fortificato’ ossia era diventato parte stessa delle difese. Niente più commedie quindi, ma nemmeno bagni nelle terme. L’acquedotto probabilmente non funzionava più. Non si poteva mantenerlo, visto che gli eserciti combattevano a pochi chilometri dalla città.

Fosse con gli inumati

 

Tutta la parte a sud dell’attuale piazza della Signoria si trovò, così, fuori dalle difese.
La principale priorità per gli abitanti di Firenze erano le mura, l’unica protezione dagli attacchi esterni. I borghi fuori dalle difese erano destinati a morire in caso di attacchi o assedi. E questo avvenne nel VI° secolo (500-600 d.C.), quando venti anni di guerra provocarono una profonda trasformazione della città. Per sopravvivere, Firenze si ritirò all’interno delle mura.
Venti anni di guerre e saccheggi (535-552) causarono un rapido susseguirsi di carestie ed epidemie. Sappiamo di un’epidemia di vaiolo nel 570, ed una di peste nel 571. Nel 589, poi, una grande alluvione, paragonabile a quella del 1966, colpì Firenze e la Toscana. Fu un secolo terribile.

Capite meglio, adesso, le fosse comuni trovate sotto gli Uffizi e le sepolture coeve trovate tra i resti degli edifici romani. Queste sepolture sono uno degli effetti delle guerre e della profonda trasformazione che subì la città in questo periodo. Coloro che stavano dentro la città iniziarono a seppellire i morti anche nelle aree fuori delle mura, tra i resti delle case e delle terme abbandonate o nelle aree vicino al fiume.
Dove adesso si trovano gli Uffizi si continuò a seppellire anche nei secoli successivi, finché la sacralità dell’area fu sottolineata dalla costruzione della prima chiesa di San Pier Scheraggio.
Ma questa è un’altra storia.

Una delle fosse comuni ritrovate sotto agli Uffizi (area Magliabechiana)

(immagini tratte dall’Area Stampa del Polo Museale Fiorentino http://www.polomuseale.firenze.it/areastampa/areastampa.php )

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.