Un cioccolatino al “giardino delle Rose”
Piazzale Michelangelo, uno dei posti più conosciuti di Firenze, ma ne siamo proprio sicuri?
Ci passiamo e ripassiamo, ci portiamo gli amici che vengono da fuori, o più semplicemente ci andiamo a mangiare un gelato e ogni volta ci soffermiamo a godere dello spettacolo che la nostra città ci offre.
Eppure c’è un angolo che per me era quasi sconosciuto e credo che lo sia ancora per molti fiorentini. Sapevo della sua esistenza, ma per chissà quali motivi non c’ero mai stato: “il giardino delle Rose”. Ci sono capitato una domenica mattina, proprio con l’intento di scoprire questo angolo di città che, dai pochi (amici) che lo avevano visitato, viene definito “meraviglioso”.
Sono entrato da via San Salvatore al Monte e devo dire che alla vista della nave-valigia ”Partir” di Jean-Michel Folon, posizionata in modo da incorniciare Firenze, ne sono rimasto da subito colpito. La prospettiva della mia città, inserendosi in questa originale opera d’arte, è entusiasmate. L’immagine varia a seconda l’angolazione da cui viene guardata. Scorci suggestivi cambiano incastonandosi in modo perfetto con questa scultura.
Non ci troviamo solo immersi in un semplice giardino, bensì siamo in un vero e proprio museo-giardino, il dialogo tra arte e fantasia, tra uomo e natura, si fonde con l’ambiente circostante. Le 12 statue di Folon, collocate con maestria nelle varie zone del parco, contornate da una rigogliosa vegetazione e da cespugli di rose di svariate specie e colori, prendono vita accompagnandoci nel viaggio visionario di Folon che era solito dire” Toutes mes sculptures regardent le ciel, c’est une façon de mettre le ciel dans la sculpture ” (in tutte le mie sculture guardo verso il cielo, è il modo per mettere il cielo in una scultura). Ed io sono qui seduto insieme alla scultura di Folon “je me souviens” (mi ricordo), con in mano un cioccolatino, per chiudere il cerchio che riunisce arte, cultura, fantasia, natura e cibo. Ingredienti indispensabili alla natura umana.
Un piccolo appunto però va fatto, il cioccolatino me lo sono portato da casa, ma in quel giardino forse una cioccolateria, una casa del te, troverebbero collocazione ideale.
Visitatelo, ne vale la pena, sedetevi accanto alla statua “je me souviens” (mi ricordo), con un buon cioccolatino in mano e mentre vi gustate quel momento, mangiatelo, Firenze si mostrerà ancora più bella, attraverso la “valigia di Folon”.

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