IMG_20160404_200426È sempre in sella alla mia bici che incontro persone e personaggi che colpiscono la mia attenzione. Sarà che la magia di questo mezzo mi collega ad una forza più grande che tutto muove.
Qualche giorno fa mentre pedalavo nella zona delle cascine, ho sentito che dovevo andare verso il centro di Firenze e così ho fatto. Arrivato in piazza della Repubblica ho notato una ragazza, minuta con un sorriso splendente, che animava un burattino. Tante persone intorno ammiravano lo spettacolo e lasciavano una monetina. Ho atteso pochi minuti e lo show è terminato, e così ho preso la palla al balzo avvicinandomi.
Inizialmente ho trovato una donna timida che non voleva farsi intervistare ma dopo aver parlato un po’ si è sciolta ed è cominciata la nostra chiacchierata.  Silvia Diomelli, 38 anni di Pontedera, mi racconta che circa dieci anni fa ha cominciato a costruire burattini, dopo aver trovato casualmente un volantino e aver frequentato un corso intensivo di creazione marionette. Da quel momento si è aperto nel suo cuore una passione ed un amore per tutto ciò che sta davanti e dietro questi pupazzi: immaginazione, pittura, manualità, drammaturgia, musica, scenografia.
È solo da un anno che lo spettacolo dei burattini è diventato la sua unica attività, dopo tanti lavori dove l’insoddisfazione regnava suprema. Mi racconta che in Spagna, a Granada e Barcellona, grazie ad una marionetta da lei costruita, fu chiamata a lavorare in una grande compagnia di artisti. Mi dice che le marionette entrano in contatto con l’energia dell’artista e reagiscono creando una sorta di simbiosi che porta i movimenti naturali del pezzo di legno. Entrambe le mani servono per dare la vita ad un personaggio alla volta, anche se i personaggi che interagiscono nello spettacolo possono essere svariati. Rimango colpito dalla luce che compare nei suoi occhi mentre parla di quella, che da una passione è diventato il suo lavoro. Mi confida che grazie ai suoi soli spettacoli in strada riesce a guadagnare molto bene e poter vivere tranquillamente, sfatando il mito dell’artista di strada povero.
Ci salutiamo e rimonto in sella con un messaggio ben chiaro: niente succede per caso, quello che il cuore, il corpo, e l’anima ci dicono è sempre la giusta strada da percorrere.

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