Una delle cose che amo di più pedalando in bicicletta è la scoperta di luoghi per il semplice gusto della curiosità, senza intenzioni. Martedì mentre pedalavo sulla bolognese direzione Olmo, ho visto il cartello per il santuario di monte Senario e così, lasciatomi guidare dall’istinto, è iniziata la mia lunga salita. Il viale alberato che porta in cima al sanctorum, con la sua varietà di alberi, sembra quasi respirare una temperatura fresca e viva. Quasi in vetta vedo il cartello in legno, “grotte”, così mi avventuro giù per il sentiero. Se volete farlo in bici, attrezzatevi almeno di una bicicletta ammortizzata, sennò rischiate di lasciare forche e “gioielli di famiglia” piantati a terra. Sono tre le grotte, dedicate ad altrettanti frati, che lì hanno vissuto e poi santificati. Molto suggestive soprattutto per lo scorrere dell’acqua di una piccola fonte all’interno di una di esse. Risalendo giungo finalmente al santuario e rimango colpito dall’atmosfera che percepisco; il tempo sembra essersi fermato ad 800 anni fa, quando il convento fu eretto. Proprio in cima al monte nel 1234 sette nobili fiorentini fecero costruire il monastero. La pietra è l’elemento predominante, ogni singola roccia sembra essere custode di una lunga storia. La vista dal piazzaletto sottostante la chiesa toglie il fiato; in lontananza una serie di montagne che si susseguono sembrano non finire mai regalano un senso d’infinito. Entro nel bar del convento dove i frati, i Servi di Maria, che prendono il nome dai suoi fondatori, producono liquori ormai da secoli. Non ho potuto far a meno di provare la “gemma d’Abeto” e “l’Elisir di china”; attenzione se dovete guidare, perché gli ottimi distillati con svariati gradi alcolici, “picchiano forte”. La mia visita è continuata salendo per la ripida scala che porta alla chiesetta. La piccola basilica è divisa in due parti, una ristrutturata in questo secolo, l’altra più datata. In quest’ultima, molto suggestive sono le reliquie di teschi umani appartenenti ad alcuni frati vissuti nel convento. Uno dei padri mi dice che sabato 30 agosto dalle ore 21 il convento sarà aperto al pubblico per una piccola rappresentanza teatrale. Rimonto in sella per tornare a Firenze, carico di una nuova energia e con la voglia di tornare presto a visitare il monte lungo 780 anni.

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