nuvolariMorì nel suo letto a Mantova l’11 agosto del 1953, a 61 anni, ma fu per puro caso. Con maggiori probabilità, avrebbe potuto schiantarsi trent’anni prima a 200 all’ora su qualche strada o pista.
Tazio sarà pure un nome adespota, senza santi in calendario, ma qualche santo in paradiso Tazio Nuvolari deve pure averlo avuto.
Era matto, Tazio.
Da piccolo il suo cavallo Toni lo scalcia. Femore rotto e gamba più corta. Il padre, che lo voleva fantino, un giorno butta una moneta sotto la pancia di Toni. “Vai a prenderla”, gli dice. Non vuole che il ragazzo abbia paura. Tazio cresce così. A 13 anni guida moto e macchine. A 20, con l’aiuto di un amico, rimonta un aereo a pezzi. Ma quel trabiccolo non decolla. Lui insiste, lo issa sul tetto di una colonica, apre il gas e si schianta a terra. “Adesso ha bisogno di qualche riparazione” dice al babbo che assiste alla prova. “Anche la tua testa perché ha una rotella in meno” gli risponde il babbo. Tazio vince in moto e vince in macchina. È un fenomeno di coraggio e di bravura. “Maestro” fra i piloti, lo chiamano gli inglesi.
“Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari /la gente arriva in mucchio e si stende sui prati/quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari/la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore/e finalmente quando sente il rumore/salta in piedi e lo saluta con la mano/gli grida parole d’amore”
Li avrete riconosciuti, sono i versi di una canzone a lui intitolata: le parole sono di Roberto Roversi, la voce è quella di Lucio Dalla, l’anno era il 1976.
Cambio di scena e d’ epoca: GP di Hockenheim, 31 luglio scorso. Vince Hamilton, naturalmente: grande partenza e poi…gestione della corsa e pit stop perfetti. Punto. Nient’altro da segnalare, se non, sul podio, Ricciardo che beve champagne dalla scarpa, alla moda australiana. Lo so: è comunque una “gestione” a 300 all’ora, quella dell’inglese. Roba da dei del volante. Roba da marziani per chi guida una Twingo (blu) a 90 all’ora e gli sembra di volare (io). Tutto vero, però … ci sarà mai un poeta per Hamilton?

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Bruno Confortini

Avrei voluto essere Einstein o Maradona (soprattutto Maradona), ma non è andata così. Giornalista pubblicista, scrittore di storia locale, biografie sportive, racconti, poesie e haiku, vivo in Mugello, lavoro a Firenze.

Scheda bibliografica

Libri di storia:

Ha curato(con Francesco Nocentini) la ristampa di “Comunista non professionale”,Comune di Firenze, 2005; “Da San Frediano a Mauthausen” ,Comune di Firenze, 2007; Ha collaborato al volume di AAVV “Monte Giovi. Se son rose fioriranno”, Polistampa, 2012.

Libri di sport:

“Club Ciclo Appenninico 1907. Il lungo diario di una secolare storia sportiva”, Tip. Toccafondi, Borgo San Lorenzo, 2007 (in collaborazione con Aldo Giovannini); “Grande Vigna! Sandro Vignini, il ragazzo e il calciatore”, Pugliese Editore, Firenze, 2009; “L’angelo biondo di Vicchio. Guido Boni, una storia degli anni ’50”, Geo Edizioni, Empoli, 2014; “Scommetto di no” (raccolta di racconti) Meligrana Editore, 2016; “ Mugello e Val di Sieve in rosa”, Geo Edizioni, Empoli, 2017.

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Momenti Fosbury

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Elementare, Dorando