San Valentino è appena trascorso e per Federico, 10 anni, che ha già sperimentato i complicati rapporti con l’altro sesso, è stato un San Valentino amaro. È “innamorato” della più carina della sua classe, V elementare; lei ha capelli biondi e lunghi, grandi occhi azzurri e fisico promettente: Giulia (nome di fantasia, ndr). Federico è innamorato della Giulia dall’inizio dell’anno, quando trovò il coraggio di affrontare la spinosa questione e le mandò, con la complicità di una compagna comune, il classico biglietto, scarno ma efficace: “Ti vuoi fidanzare con me? Rispondi sì o no” ed il disegno di due quadratini da biffare. Giulia scrisse una X sul sì e il fidanzamento ebbe inizio, il che equivale, in quinta elementare, a non rivolgersi la parola in pubblico, ma continuare a mandarsi messaggini e regalini, sempre grazie alla compagna compiacente … forse qualche bacetto (ma questo non me lo ha raccontato). Per il resto tutto come sempre: lui con i maschi dedito a rotolarsi in giardino e a scriversi sulle mani, lei con le femmine a provare i trucchi e cantare le canzoni di Violetta.

svUn fidanzamento felice, insomma, fino a quando… beh fino a quando lei, da piccola donna in erba, ha cominciato a chiedere regali più costosi, un salto di qualità. Basta penne e matite, robetta di cancelleria facilmente reperibile; gli ha fatto capire, velatamente, che avrebbe gradito qualche monile, che so, un anello, una collanina. Per Federico il panico. Dove trovarli con i pochi soldi che ha? Comincia la ricerca e, frugando tra la mia bigiotteria, trova un anello che potrebbe andar bene, confeziona uno sgraziato pacchetto e va a scuola trionfante. Primo test superato e i giorni si susseguono quieti fino a dicembre quando si profila all’orizzonte il regalo di Natale! Fra la mia roba ha già razziato tutto il razziabile e perciò incarta, sempre peggio (da vero maschio non dà importanza alla forma), un braccialetto in cuoio, datogli da Cosimo, certo che lei lo avrebbe guardato con gli occhi dell’amore. Non è andata esattamente così e, nella scia dei tempi tecnologici che viviamo, lo lascia, offesissima, sfogando la sua delusione in uno sgrammaticato messaggio di fuoco affidato all’etere. Lo rimprovera per il gesto e lo attacca per come si veste e perché ha scarabocchiato col pennarello blu le scarpe! Il povero Federico rimane basito: “Dove ho sbagliato? Io non ho soldi” mi ha detto, facendomelo leggere. “Non hai sbagliato”, l’ho consolato, “le donne sono così, imparerai a conoscerle”. Sembrava tranquillo quando mi ha detto: “…Tanto è un’isterica! E a me piace di più la Serena (nome di fantasia, ndr)”, ma il giorno dopo ha voluto che lo portassi a comprare un nuovo paio di scarpe. Il gioco delle parti è cominciato.

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La buona scuola