Andare a Scandicci in tramvia vuol dire salire su un tram che si chiama De Andrè. Perché a Firenze, come in tutta Europa, per far capire alle persone la direzione viene indicato sul display della testa del tram il nome dell’ultima fermata. E se prendi la tramvia in quella direzione l’ultima fermata è in via Fabrizio de Andrè a Scandicci.

Il trasporto pubblico dovrebbe essere LA priorità di ogni amministrazione comunale. Considero un errore storico non far passare la tramvia da piazza del Duomo. Emiliano Pierini, brillante tastiera di tuttafirenze, dalle colonne della sua rubrica Cronache dallo spazio (urbano), ci/vi ha invitato a pensare alla nostra città ideale. Nella mia città ideale i binari della tramvia potrebbero passare indisturbati in piazza Duomo per finire in un’altra via Fabrizio De Andrè, quella di Firenze, che si trova lungo l’Arno dietro l’Obihall. Ad ogni fermata si potrebbero, quindi, incrociare due tram che hanno indicata la stessa direzione perché in tutte e due i casi l’ultima fermata è in via Fabrizio De Andrè. Indecisione, imbarazzo, discussioni tra i fiorentini sotto le pensiline. E qualcuno potrebbe salire sul De Andrè sbagliato. De Andrè è stato un artista ed un uomo che ha sempre viaggiato in direzione ostinata e contraria ed anche salendo sul De Andrè sbagliato andresti comunque verso di lui. De Andrè è bravo a confondere le carte in tavola, a non darti certezze, a portarti sulla cattiva strada. E su quel tram tutto potrebbe essere tutto diverso, sia che tu sia nella direzione giusta che in quella sbagliata. Dal finestrino di quel tram, mentre guardi la polvere di un cantiere stradale per lavori della Publiacqua, potresti sentirti come il suonatore Jones e scambiare quel vortice di polvere con la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa. In un giardino si potrebbe materializzare Nina che sta volando tra le corde dell’altalena e, preso dallo stupore, cominceresti a battere alla portiera, gridare all’autista di farti scendere per poterla prendere come fa il vento alla schiena. Passandoci accanto, il Ponte Da Verrazzano potrebbe trasformarsi nel London Bridge e in un giorno senza sole vedresti una donna pianger d’amore, piangere per il suo Geordie. Potresti incrociare la signora libertà di se ti tagliassero a pezzetti alla Stazione presa in trappola da un tajier grigio fumo o incontrarla veramente libera lungo l’Arno mentre suona una foglia di fiori e canta parole leggere, parole d’amore. Scenderesti all’ultima fermata in via Fabrizio De Andrè senza renderti conto se sei a Firenze o a Scandicci. E non ti resterebbe che ricordare tutti i personaggi che su quel tram hai incontrato…………

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.