In questi giorni di caldo africano, uno dei migliori momenti per pedalare è nel tardo pomeriggio, quando il sole non picchia così forte, e nasce il tramonto. Il calar del giorno fiorentino è il campanile di Giotto che tinge i suoi marmi, bianchi, rossi e verdi, dell’arancio tenue del sole che dona un colore bronzato facendo risplendere le campane di Giotto di Bondone. Il tramonto di Firenze è il mercato di San Lorenzo con i venditori che ripongono nelle scatole la merce esposta, fanno il resoconto della dura giornata e smontano i loro banchi, che come grandi carrelli della spesa trasportano per le strade della città. Il nostro tramonto è via Calimala, che porta a Piazza del mercato nuovo, dove i Madonnari siedono accanto alle loro opere d’arte. La luce del tramonto rende le Madonne, l’immancabile Gioconda disegnata con i gessi, uno spettacolo unico; i volti delle rappresentazioni sembrano essere vivi e comunicare con i passanti che le ammirano. Il tramonto segna anche l’inizio della gara per assegnarsi più turisti al tavolo. Le signorine fuori dai ristoranti, con il sorriso A1 stampato e il menu in mano cercano di approvvigionarsi possibili clienti; perché la crisi si combatte anche a colpi di smile. Le luci del crepuscolo salutano il barcaiolo che a bordo della sua barca, dopo una giornata con i turisti sulle acque dell’Arno, scompare all’orizzonte. Il vespero porta con sé le bellezze di madre natura; pantaloncini attillati e canottiere, posate soavemente sugli atletici corpi di straniere che fanno jogging sui lungarni. Il tramonto di Firenze sembra non finire mai, lascia solamente spazio alle stelle,che nel cielo cominciano ad accendersi una alla volta, come per magia, facendo brillare ancora di più la nostra città.

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