Come Beatrice con Dante, la Hunziker con Cassano, Lois Griffin con Brian, Lauren Holly con Jim Carrey e Lauren Holly con Jeff Daniels – come il doppio rimbalzo, nel film capolavoro dei fratelli Farrelly, “Scemo e più scemo”: la Fiorentina, ieri sera, alla Lazio, non gliel’ha proprio fatta vedere.

Il mio amico Buccia, che di valori della vita se ne intende, ha delineato un trittico per redigere le priorità della domenica perfetta: Fiorentina, scommessa alla Snai e fantacalcio. Spesso, non in questo preciso ordine.
Ieri, tutto lasciava presupporre un weekend infernale: fantacalcio alle ortiche, schedina da cestinare dopo i primi quindici minuti di serie A e, a completare il dannato pomeriggio, il gol vittoria della Juventus a tempo scaduto. Roba da prendere a testate il televisore, mangiandosi la ricevuta della schedina giocata. Per non pensare al successo del Milan di venerdì sera: due rigori negati al Genoa e rete decisiva di Pazzini. Più deprimente di un piovosissimo pomeriggio di marzo.
Cinque ore e mezzo dopo.


Borja Valero: un tempo aveva anche i capelli
(foto: Sky Sports)

In ginocchio, davanti alla televisione, a festeggiare una Fiorentina entusiasmante, cinica e spettacolare, capace di annichilire la Lazio. ‘A Lazie. Più forti, ma molto più forti, anche della primitiva rudezza del Mamba Dias. Roba che, se fosse stato contro la Juve, sarebbe stato espulso dopo quindici minuti.
Poi, aggiornamenti da San Siro: nell’altro posticipo, l’Inter ha perso contro il Bologna. In casa.
Tenetevi la schedina, che io mi tengo questo Borja Valero.
Mamma mia che domenica.

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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Lorrendo

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Come un tempo