A che cosa serve piazza della Repubblica? Come darle un’anima che vada oltre i mostruosi dehors per turisti? È questo il cruccio delle amministrazioni comunali e anche dell’ultimo assessore alla cultura, il prof. Givone. Prima ha annunciato un progetto per fare “rinascere la piazza dalle sue viscere” per poi ritrattare la vicenda.
Il progetto ambizioso prevedeva «di riportare alla luce l’antica piazza romana e i resti della civiltà villanoviana» con «scavi che scopriranno reperti che dovranno essere lasciati visibili grazie a una piramide rovesciata, una sorta di pozzo che metta in comunicazione il passato con il presente, ciò che è sotto con quello che è sopra». Givone pensava di occupare lo spazio della piazza e degli scavi con un grande edificio «creato per ospitare un grande centro tecnologico che fornisca in tempo reale informazioni su tutto ciò che accade in città, dagli eventi alle mostre agli orari dei musei».

foro corinti

ricostruzione del foro romano fatta dal Corinti negli anni ’20 del secolo scorso

È chiaro che tra piazza Duomo e piazza della Signoria c’è un problema: la grande e anonima piazza della Repubblica. Adesso che non ci sono più nemmeno una libreria o un cinema il panorama è desolante. Non resta che prendere un caffè da Gilli e riflettere guardando la foto del Mercato Vecchio, ossia la bella e storica piazza che esisteva prima delle scellerate distruzioni per Firenze Capitale. Verrebbe voglia di tornare indietro nel tempo e di evitare un errore così grande. Era il foro romano, poi il Mercato più importante e vivo di Firenze per secoli e poi…piazza della Repubblica, il salotto buono di una capitale per breve tempo, della borghesia e adesso quasi solamente brutta cornice di sosta di migliaia di turisti che visitano i monumenti.
Non è certo riportando in luce qualche pezzo di marmo della pavimentazione del foro o qualche vaso funebre di un’antica civiltà (i villanoviani) che si potrebbe ritrovare un’anima a questa piazza. Uno scavo avrebbe maggiore giustificazione se fatto per la costruzione della stazione di una linea di metropolitana. Altrimenti, per conoscere gli orari dei musei, gli eventi o mostrare delle ricostruzioni della città nelle varie epoche credo che bastino delle applicazioni per gli immancabili telefoni e tablet che ogni turista o fiorentino si porta con sé.
Ma cosa fare, nel frattempo, di piazza della Repubblica? Oltre ad un caffè da Gilli, consiglio di viverla sedendosi al sole attorno alla Colonna dell’Abbondanza e leggersi un giornale. Altro di ragionevole non mi viene in mente.

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.