“Ciao Firenze, la Giuve mi chiama”
Per trenta milioni è giusto lasciare andare via Jovetic. Sai quante cose ci puoi fare con trenta milioni? Puoi stipendiare Messi per due anni per tenerlo nel tuo terrazzo, semplicemente per farlo palleggiare.
Ora, il fatto che Jovetic voglia andare alla Juve ha una duplice lettura: o stiamo per incartare uno dei più grandi pacchi, visto il rapporto qualità/prezzo, o Marotta ci ha visto lungo. E sulle battute scontate ci fermeremo qui: senza citare l’autostrada sopraccigliare di Andrea Agnelli, il profilo di Chiellini o i concerti per soli ottoni che Jovetic e Vucinic andranno a gustarsi nella ridente Torino.
Alla fine Jovetic è un bravo ragazzo, non gli possiamo augurare niente di male: sicuramente non prima della firma sul nuovo contratto, sennò ciao trenta milioni. Al massimo ci ritroveremmo a poter stipendiare Molinaro per tre mesi, per ammirare i suoi cross sbagliati al campo della Madonnina del Grappa.
Spero solo che il viaggio di Jovetic per Torino si articoli così: su una vecchia Twingo, di quelle omologate per quattro, ma su cui ti ritrovavi tassativamente a salirci in cinque con i tuoi amici. Nell’immaginario posto centrale dietro, le durissime prese per la cintura: chiappe distrutte per lo sventurato seduto dietro, in mezzo. Voglio Jovetic sulla vecchia Twingo seduto dietro, fino a Torino, in mezzo, schiacciato tra Ramadani e Corvino. Tenendo sulle ginocchia il seggiolone di Giovinco.
Accanto al guidatore, Pirlo: che con la sua prorompente verve delizierebbe i compagni di viaggio con esilaranti gags, sul fatto che Conte abbia insistito particolarmente per comprare un giocatore che si chiama Vidal, come il suo doccia-shampoo preferito.
Alla guida, Marotta*.
Buon viaggio, Jo-jo.

 Jovetic alza il pollice in segno di approvazione: “Sì, sì, Pantaleo. Mangia pure anche il mio panino Camogli, che a me non va”
Fonte della foto: www.azzurrissimo.it

 

* Certe cose non si augurano: Carrera, al volante, non è stato appositamente citato

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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