IMG_20141210_170120Come i motociclisti si salutano quando s’incrociano, in bicicletta a volte basta uno sguardo d’intesa per trovarsi. Qualche giorno fa, pedalando per le strade di Sesto Fiorentino, ho fatto un incontro che mi ha elettrizzato. Invitato da un amico a prendere un caffè, abbiamo incontrato casualmente la sua insegnante di Reiki. Patrizia mi ha parlato della sua attività all’interno dell’associazione culturale “Il volo della libellula”. Tra le varie attività olistiche che svolge, come il Reiki, la Naturopatia, consulente in fiori di Bach, sono rimasto colpito dalla meditazione Kundalini. Alla sua domanda, se avessi voglia di sperimentarla, non ci ho pensato due volte e ho risposto di sì. Appuntamento all’associazione Volo della libellula per la vigilia di Natale, poco prima delle cinque del pomeriggio. Arrivato al centro, inizialmente mi sentivo leggermente in imbarazzo per la presenza di persone sconosciute. Tutti comodamente senza scarpe e seduti, abbiamo formato un cerchio approfondendo la nostra conoscenza. Patrizia ci ha spiegato come si svolgeva questa particolare meditazione, lunga un’ora, che risveglia l’energia che si trova nella zona del perineo dove risiede il primo chakra (centro energetico del nostro corpo). Nella prima fase durata un quarto d’ora, eravamo in piedi ad occhi chiusi, con le spalle morbide e le ginocchia che si muovevano leggermente avanti e indietro come per scrollare via qualcosa. Una particolare musica accompagnava i nostri movimenti. Nei primi minuti la mente cercava di controllare tutto intorno a se e mi chiedevo cosa ci facessi in quel luogo. D’improvviso ho sentito un flusso di energia salire dai piedi fin sopra le spalle. Non capivo cosa fosse e così ho cercato di assecondarlo. Ero come in estasi, abbandonato a quella nuova forma di energia che il mio corpo stava partorendo, mentre la seconda fase della meditazione era già in corso e la musica accelerava il suo ritmo. Intorno a me sentivo soltanto lo spostamento d’aria delle altre persone che sembrava danzassero, mentre le mie gambe e braccia avevano già intrapreso il loro ballo. Per diversi momenti la percezione del luogo dove mi trovavo era svanita, la mia mente viaggiava e mi portava in luoghi mai vista prima. Nella terza fase seduti a terra, abbiamo ascoltato il nostro corpo e quello che era mutato in noi. Nella quarta parte della meditazione ci siamo sdraiati a contatto con il pavimento nel completo relax. Nuovamente tutti in cerchio abbiamo raccontato quello che avevamo sentito e con mio stupore quasi tutti si erano lasciati andare a ciò che avevano sentito, facendo un viaggio all’insegna del relax, della forza e della consapevolezza.

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