Sono trent’anni che so andare in bicicletta e il luogo dove mio padre mi ha insegnato a pedalare è il giardino della Bizzarria a Novoli. Questo piccolo parco sorge tra via Lippi e Macia e via Casentino, in mezzo a tanti palazzi. Costruito verso la fine degli anni ’70, il luogo di svago ha sempre avuto un handicap; non è stato dotato dell’aerea più importante per ogni maschio dai cinque a novant’anni, il campino da calcio. Così io e i miei amici ci siamo sempre organizzati “alla meglio”. Il giardino era formato da tre ampie piazzette asfaltate, comunicanti tra loro e poste su tre piani di altezza. Quella centrale era predisposta alle sfide calcistiche. Le panchine per sedersi erano le porte e un lungo pino nel mezzo della piazzetta segnava il centro campo. La lotta per accaparrarsi le ambite panchine era all’ordine del giorno. I nostri “avversari” erano vecchine col bastone che minacciavano di bucarci il pallone, donne con carrozzine che reclamavano la loro incolumità e ragazzi più grandi di noi che cercavano di spodestarci. Pomeriggi interi dove la palla volava a grande velocità per l’intero giardino. Così succedeva che il pallone colpisse la signora o finisse in testa al bambino sopra il triciclo generando una tragica sceneggiata napoletana. Non era possibile privare a venti ragazzi in preda agli ormoni lo svago del pallone. Ogni giorno era una lotta per riuscire a sfogare la voglia di calciare la sfera. La nostra “traviata” e quella delle generazioni successive è andata avanti trent’anni, con numerose richieste al comune per la creazione di un’area apposita. Quest’ultimo circa quattro anni fa ha deciso di modernizzare il giardino. I lavori durati otto mesi hanno fatto fiorire un nuovo ambiente con aeree predisposte per tutti; meglio dire quasi per tutti. Area giochi per i più piccoli, due fontane, una moltitudine di panchine, un’immensa area cani e addirittura un tavolo da ping pong; manca solo una cosa: il campino da calcio. Così poco dopo l’inaugurazione del ristrutturato parco sono sorti i soliti problemi. Dopo gli ennesimi incontri con la giunta comunale, le svariate raccolte firme per promuovere la costruzione di un’area per giocare a calcio, sono passati altri quattro anni. La lunga attesa è terminata. Oggi febbraio 2014, le ruspe sono a lavoro per regalare alle nuove generazioni un luogo dove coltivare una grande e nobile passione.

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