E lo sapevo pure che sarebbe andata così: è “la notte prima”. Semplicemente.
Lo è per tutti. Figuriamoci per due bambini di quattro anni.
E non importa che stiano per andare in prima o in terza.
Si ricomincia: questo è.
Con tutto il carico di emozioni, paure, aspettative, fantasie.
L’ho vissuta insieme a loro, questa serata così agitata. Minuto dopo minuto. Sdraiata sul tappeto di camerina, al buio. Li ho sentiti battere i piedi sul letto. Li ho sentiti girarsi e rigirarsi, canticchiare, ridacchiare. E poi: la pipì, la popó, “ho sete”, “ho freddo”, “ho caldo”….
E intanto li vedevo correre nel corridoio dell’asilo, lanciarsi in ginocchioni, a tutta velocità. A far gli sguaiati e ridere.
Ho visto Tommaso bisticciarsi la moto con Giulio. E Pietro sistemare il suo zainetto sull’attaccapanni.
Ho sentito i loro baci sul mio viso, al momento di andare: “Ciao mamma. Ti voglio tanto bene!”. E via di corsa in classe. Li seguo con lo sguardo fin dove posso. E poi continuo ad immaginarmeli. Con le mani impiastricciate di tempera e colla. Il moccio al naso e le tasche del grembiule mezze scucite. Che ci provano, che si stancano e ci riprovano. Che cadono, piangono, ma poi ripartono. Che crescono.
Dopo un’ora e quaranta, finalmente, il respiro rallenta, le gambe si fermano. Mentre esco dalla stanza sento Pietro che ridacchia: sogna.
Siamo partiti! E con noi, Carlotta, Francesco, Paola, Caterina, Matteo, Ginevra, Elisa….
E allora, forza: tutti in sella e pedalare!
Ah no, scusate, quelli so’ i mondiali……………
Buon inizio!

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.

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Breve ma intenso

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Imbottigliati