Uomini e topi
L’America dei primi del secolo ventesimo, in piena crisi economica, vista attraverso gli occhi di George e Lennie, due lavoratori stagionali all’inseguimento del proprio sogno. Questo in poche righe il sunto dell’opera. Un libro asciutto che punta dritto al cuore del lettore. La coppia dei protagonisti è composta da un classico standard: Geoge, piccolo e astuto, il cervello del duo, e Lennie, gigante con la testa da bambino, che pende dalle labbra di George. Un rapporto spesso conflittuale nel quale George spesso si dispera per i comportamenti infantili di Lennie, ma anche di grande amicizia, certo protettiva ma anche carica di forte sentimento. I due sono protesi al raggiungimento del loro ideale di vita: una piccola fattoria di proprietà nella quale coltivare il terreno e allevare animali, e come dice George, “vivere del grasso della terra”. Un sogno anche semplice se si vuole ma pressoché illusorio per chi raccatta pochi dollari al giorno col proprio lavoro.
I personaggi che popolano il libro sono un condensato della società americana del periodo: il proprietario terriero, cinico ed irascibile, i lavoranti nella loro semplicità ed ignoranza, le donne belle e maledette, gli animali come compagni di avventura.
In questo equilibrio di valori diventa pericoloso spingersi in territori che non competono al proprio stato sociale, in altre parole è bene sognare solo quello che si può sognare.
La tragedia si svilupperà quando Lennie perderà il controllo delle proprie azioni dando sfogo alla sua naturale e spaventosa forza. Come dice lui “ ho combinato un guaio grosso “, dove neanche la protezione di George riuscirà a sottrarlo al proprio destino.
Libro di dialoghi all’apparenza semplici, mantiene una profondità ed un respiro epico che solo le grandi firme sanno proporre.
Edizione commentata
John Steinbeck, Uomini e topi, Bompiani, Milano, 2013
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