“A Urbico, secutor di prima fila, fiorentino di origine, che combatté 13 volte, visse 22 anni, dedicano la figlia Olimpia di 5 mesi, la figlia Fortunense e la moglie Lauricia per il marito che ben meritò, col quale visse 7 anni. Ti avverto, o tu che uccidi chi ha vinto: i suoi tifosi terranno viva la sua memoria”

Questa iscrizione ricorda uno dei fiorentini più antichi che si conosca. Si chiamava Urbico, era un gladiatore secutor (inseguitore) che visse tra il 250 ed il 300 d.C. Il suo epitaffio fu trovato all’interno di una chiesa milanese. Questa iscrizione funeraria scritta su una stele di arenaria è tutto ciò che sappiamo di lui. Aveva una moglie e due figlie, e forse anche un cane (come si vede dalla figura). Colpisce l’età in cui Urbico si sposò con la moglie Lauricia, a 15 anni: un età normale per sposarsi in epoca romana, quando la vita delle persone arrivava a stento ai 30 anni. Morì a 22 anni, dopo tanti combattimenti vittoriosi. I suoi tifosi, come si legge nell’ultima frase,  avrebbero tenuto viva la sua memoria ricordandosi dell’avversario che gli tolse la vita quasi a tradimento, quando Urbico, evidentemente, lo considerava già vinto.

il gladiatore secutor Urbico combatteva con un liscio elmo, un gladio e uno schiniere sulla gamba sinistra. Nella lapide lo vediamo effigiato con i suoi attributi: l’elmo infilato su un palo, nella mano destra un gladio e nella sinistra uno scudo. E poi c’è un cane, che probabilmente è un omaggio a chi lo aspettava a casa dopo ogni combattimento, assieme alla moglie e alle figlie.

 

Il nostro antico concittadino, con tutta probabilità, combattè anche nell’anfiteatro di Florentia i cui resti sono oggi ben visibili nella forma delle case vicine a via dei Benci e piazza Santa Croce. Si trattava di un edificio non paragonabile  all’enorme Colosseo (anfiteatro Flavio) di Roma. Florentia era una città molto più piccola e meno importante di Roma, ma comunque il suo anfiteatro aveva 300 metri di perimetro ed era lungo più di 110 metri. Alcune delle arcate originali in pietra sono ancora ben visibili in piazza dei Peruzzi e, forse, proprio da una di quelle entrò Urbico per uno dei suoi primi combattimenti vittoriosi.
L’anfiteatro di Firenze fu luogo di giochi gladiatori fino al IV – V secolo d.C., poi iniziò un lungo percorso attraverso il Medioevo che lo trasformò in luogo di residenza di una delle più potenti famiglie di banchieri europee del 1300, i Peruzzi.
Se vi capita di passare in piazza dei Peruzzi, guardate i resti dell’anfiteatro e pensate a quanti gladiatori persero la vita o vinsero, venuti da chissà quale paese o città dell’Impero, così come fece Urbico, natione fiorentino.

 

L’anfiteatro di Firenze, ben riconoscibile da una foto aerea

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.