Dovrei aggiornare la mia biografia di tuttafirenze. I 24 sono arrivati inesorabili, proprio oggi, a ricordarmi che manca poco al momento in cui non figurerò più nelle categorie di riduzione, a teatro o al cinema. Oggi compio 24 anni e proprio non ho voglia di temere il tempo che passa. Ho voglia di fermarmi un attimo, per smettere di avere paura. Paura di non fare abbastanza durante le giornate, di non riuscire ad avere una vita diversa tra qualche anno, non perché questa non sia bella, ma perché non mi sarei mossa. Mi fermo. Mi fermo nella mia città, e provo a pensare a qualcosa che voglio fare questo 13 giugno. Qualcosa di semplice, anche di banale forse. Faccio colazione da Querci in piazza Viesseux, che ha la brioche al cioccolato più buona del mondo, poi vado al mercato di piazza Dalmazia, sperando che ci sia il banco delle scarpe. A metà mattina mi sposto verso il centro, con il 14, (con l’auto meglio di no)  per andare a quello in Sant’Ambrogio di mercato. A questo punto si sarà fatta l’ora di pranzo, e allora vado a I Buongustai, conosciuto anche come le Sorelline, in via dei Cerchi, dove mi aspettano un primo (speriamo ci siano i tagliolini al tartufo) e un tiramisù. E’ il mio compleanno, ho voglia di vedere l’Arno. Vado verso S.Spirito, per il caffé del dopo pranzo e una sosta sui gradini della chiesa. Senza fretta si può tornare indietro, e se il pranzo l’ho già dimenticato, ci sono un sacco di gelaterie. Per l’ultima pausa mi fermo alla caffetteria delle Oblate, dove sembra di appoggiare il piattino del caffé sulle tegole della Cupola. Per finire, un aperitivo? No, la sera si passa a casa, davanti ad una cena in giardino col finale di torta di fragole.

La sera sono stanca, come un dopo sbornia, mi sono ubriacata di Firenze. Prima di dormire penso che finché  ho un’età che mi concede giornate come questa, che non siano pause o tempo libero, ma che siano vita stessa, perché che sia un impegno anche passeggiare, parlare e mangiare un gelato, non avrò paura dello spazio sulla torta per le candeline. Non le compro quelle col numero, le voglio tutte, sulle fragole, le mie 24.

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.