COELHOInsomma questa Veronika vuol proprio morire.

Ha contemplato tutte le varie soluzioni, ma la completa apatia verso il mondo e la nauseante abitudine a tutte le cose la fanno decidere per il gesto supremo.

Poi accade che viene salvata proprio all’ultimo momento ma le conseguenze del suo gesto portano danni pressoché irreparabili al fisico della giovane. Ricoverata in un istituto per malattie mentali il direttore le comunica che le restano pochi giorni prima di morire; non più di una settimana.

Qui abbiamo il primo scatto verso qualcosa che potremmo chiamare cambiamento di veduta. L’autore ci porta con cautela verso quella esplorazione nuova che Veronika compie sul proprio modo di pensare. La conoscenza infine con Eduard, uno schizofrenico la cui caratteristica è il mutismo, porta Veronika sulla soglia dell’amore e del voler nuovamente vivere.

L’idea è originale e portata avanti con sviluppi inattesi, non così per il finale che è fin troppo happy end. Scritto con mano certa pecca, a mio giudizio, nelle troppe e non utili intromissioni dei personaggi secondari che vengono conditi con lunghe digressioni fuorvianti.

Si fa comunque leggere pur non essendo certo la migliore produzione dell’autore.

Edizione commentata

Paulo Coelho, Veronika decide di morire, Bompiani, Milano, 1998

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it