Una ragazza che dopo anni di studi si laurea in Medicina e Chirurgia, che al bisturi preferisce la chitarra, suscita, dal mio punto di vista, molta curiosità. Se poi, la musicista in questione è nata e cresciuta a Firenze e si trasferisce nella “live city music” per eccellenza – Austin (TX) – appositamente per suonare, allora cattura definitivamente la mia attenzione! (NdA – Offro una birra a chi indovina per primo a cosa mi sono liberamente ispirato per queste poche righe!).

Intanto svelo il soggetto dell’intervista: Giulia Millanta, cantautrice e folk rocker di casa nostra con due album di livello all’attivo – After the Alpha – Decay del 2008 e Dropping Down del 2011 – più un EP acustico, Dust and Desire del 2012,  co-prodotto con un grandissimo professionista come David Pulkingham (Bruce Springsteen, R.E.M…), dove figurano per la prima volta canzoni in spagnolo e in italiano.

Giulia, partiamo dal fondo: perché e come sei arrivata fino a Austin?

G: Intanto, fare questo mestiere è una follia, in qualsiasi parte del mondo! Inoltre, quando proponi musica scritta da te, dopo un po’ devi uscire dalla nicchia sennò il giro si esaurisce presto. Ho sempre cercato di puntare a spettacoli che richiedessero un minimo di attenzione e ho puntato ad allargare il mio pubblico fin dal primo disco girando almeno una trentina di città italiane. Poi, ho iniziato a viaggiare per arricchire la mia musica: prima in Spagna, poi in Francia e in Inghilterra. Finché nel 2009 sono andata a New York dove mi si sono aperte le porte dell’esperienza americana.

Austin è la Mecca della musica live negli States, prima di arrivarci com’era il tuo rapporto con Firenze?

G: A Firenze ho suonato tanto. Il mio primo concerto ufficiale l’ho suonato alla mitica Casa del Popolo di Settignano! Poi con l’esperienza sono approdata nei posti storici legati alla tradizione live fiorentina come il BeBop e il Porto di Mare. Insieme a Massimiliano Larocca, apprezzato cantautore, un amico che conosco da una vita, ho tentato per anni di mettere su una sorta di “giro” a Firenze che valorizzasse la musica originale. Un esperimento felice è stato “Stazione Cantautori” che tuttora resiste. Oppure la rassegna “Folk in Vetrina” che per un anno ho curato presso la Citè a Firenze. Adesso, ho mollato per ovvi motivi ma qui ho le radici e la scelta di partire non significa che rinneghi la mia città, anzi!

Il tuo ultimo lavoro è “Dust and Desire”: un EP che prelude ad un nuovo album?

G: La novità di questo EP è che ho inserito anche un pezzo in spagnolo e uno in italiano oltre a quelli in inglese di stampo folk. È una scelta mirata per distinguersi dalle tonnellate di artisti che cantano solo in inglese. È un modo anche per esprimere la mia natura a 360°. Dal vivo canto anche in francese: la gente apprezza e in effetti il nuovo materiale si sta evolvendo in questa direzione anche se ancora è presto per parlarne.

Che differenza c’è tra il pubblico italiano e quello americano?

Faccio una premessa che non vuol essere un attacco: il pubblico italiano, mediamente, se non ti conosce ha il pregiudizio e poca disponibilità. All’estero invece  ti ascoltano a prescindere e se piaci ti pagano pure bene con le mance!  Inoltre, a Firenze in particolare, tra i cosiddetti colleghi c’è molta competizione. Vengono ai tuoi concerti per controllare a che punto sei, quanto suoni, ognuno attento a tenersi stretto il proprio orticello. Quando arrivi in USA, paese enorme, la prospettiva si stravolge: ti ritrovi dei turnisti clamorosi che suonano sia nel pub sotto casa che con gli artisti più grandi!

Eccoci al temuto momento della Fantarockband del cuore…

G: Domanda difficile…Dipende dall’umore! Comunque, nel salotto di casa mia vorrei: Carter Beaumont alla batteria (Dave Matthews Band), Eric Clapton alla chitarra, Uto Ughi al violino, Gail Ann Dorsey al basso (David Bowie). Alla voce: Ray La Montagne e Damien Rice per l’emozione che suscitano, per la presenza scenica David Bowie.

 

Info e music: http://www.giuliamillanta.com

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Andreas Lotti

Andreas Lotti, nato nell’81, è un giornalista pubblicista appassionato di musica che dopo anni di ricerche e tentativi ha trovato finalmente i pazzi di TuttaFirenze che lo faranno sfogare scrivendo della sua materia preferita. Non sa suonare strumenti ma ha all’attivo una collezione di oltre 500 tra cd e vinili che rappresentano l’unica mobilia di casa sua e l’eredità che lascerà alla fedele gatta, Vaniglia. Rock’n’roll!