Sorseggiare una birra sul bancone di un pub, bere un caffè al tavolino all’aperto di un bar, leggere un libro seduto sul marciapiede di una strada. Piccoli grandi amori da vivere in compagnia, ma anche no. Piccoli grandi amori da vivere da soli, ma anche no. Piccoli grandi amori da vivere liberi in mezzo agli altri. Può capitare di uscire di casa per fare cose che si potrebbero fare benissimo a casa propria, ma che si sceglie di farle mescolandoci con gli altri senza per questo aver la voglia di farci conoscenza. I migliori pub, bar, marciapiedi son proprio quelli che ti fanno sentire a tuo agio anche se li frequenti da solo. Più ce ne sono meglio si vive in quella città. Sono questi i veri indicatori della qualità della vita, l’unico pil a cui si dovrebbe far riferimento.

A San Francisco, in Valencia Street questo pil particolare è alle stelle. L’ho scoperto una domenica pomeriggio di due anni fa. Chiaramente la strada non ha la bellezza intrinseca di un vicolo, una via, una piazza fiorentina. Non è acciottolata, pedonalizzata, non ci sono botteghe artigiane, né monumenti o chiese importanti. Firenze è lontana, dall’altra parte del sole. La strada è geometricamente banale: larga, lunga e dritta e nel mezzo ci passano le macchine, ma la sua bellezza è data dai luoghi usati dalle persone. La vita scorre senza sosta sui marciapiedi. Su questi marciapiedi si affaccia tanto bel pil di belle ragazze, librerie, negozi di biciclette, birrerie, bar, locali infiniti e indefiniti, lavanderie a gettone, market, negozi vari e eventuali. Al n. 826 c’è perfino un negozio che vende roba per pirati che è anche un laboratorio di scrittura per ragazzi. Uno degli ideatori di questa scuola di scrittura è Dave Eggers, il quale sabato scorso è venuto a fare un giro a Firenze e al “Porto delle storie” di Campi Bisenzio.

Sul marciapiede di Valencia Street, appoggiato ad una fioriera c’era un ragazzo che faceva una cosa che insieme a respirare, bere, mangiare e pedalare è tra le più facili che ci sia: leggere un libro. La faceva lì, sul marciapiede, da solo, mentre il mondo gli girava intorno. Chissà perché aveva scelto quel posto. Chissà. Lì lui si doveva sentiva veramente libero proprio perché in mezzo agli altri. A casa sua si sarebbe sentito “solo con la sua libertà”.

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.