IMG-20141121-WA0005“Firenze stanotte sei bella..” mi accorgo che sto canticchiando questa canzone mentre veloce scendo le scale di casa : oggi è un giorno speciale.

Ho un passo leggero mentre mi dirigo a piedi verso il centro della città; ho voglia di godermi ogni momento, ogni persona che incontro, ogni strada che percorro, ogni spicchio di sole che illumina questa città, la mia città: oggi è un giorno speciale.

Percorro via Gioberti, e in un attimo sono in Borgo la Croce. I negozi sono ancora chiusi e sono molte le persone che come me camminano veloci. La loro vicinanza quest’oggi mi è diversa, mi sento più “loro” anzi, mi sento “loro”. Il mercatino delle pulci mi ricorda la ricerca di qualcosa che possa arredare a poco prezzo la mia casa di giovane immigrata; indugio con il pensiero agli inizi di questa mia nuova vita e un morso mi prende lo stomaco: alla fine è andata bene, ce l’ho fatta, lo sconforto provato ogni giorno scompare alla luce di ciò che di bello sono riuscita a fare.

Torno in me e penso attentamente alla strada da percorrere: voglio vedere Palazzo Vecchio diventare sempre più grande man mano che mi avvicino …. e allora, come fanno i turisti, arrivo in Piazza Signoria da Via De’ Calzaioli. Ma io non sono una turista. Non sono una visitatrice, non sono nemmeno più un ospite, da oggi appartengo a questa città. A questa città che mi ha adottato, con i suoi inestimabili tesori, con la sua gente dalla buccia scontrosa, e poi dolce, con la sua polemica ironia…

Mi avvicino e sento il cuore battere: il Palazzo della Signoria, il Palazzo che più di ogni altro rappresenta questa città. Rabbrividisco al pensiero di quanta storia è passata di qui e mi sento piccola, indegna; la solennità dell’ingresso mi intimorisce e per un attimo ha paura; penso alle mani già esperte di un giovane Michelangelo che toglie pezzo dopo pezzo il marmo inutile fino a scoprire, celato al suo interno, il David, che arriva a noi in queste meravigliose forme…

Io che vengo da così lontano, io che ho altre sembianze e altri colori, io che ho respirato una cultura così diversa, io che ho le mie radici altrove, posso davvero avvicinarmi così tanto?

Questo pensiero fosco mi attraversa veloce la mente e veloce lo rimuovo: si che posso, ho lavorato, studiato, penato, aspettato, pianto, sofferto e ora posso. Posso, lo dicono anche le carte oltre che la mia testa, la mia volontà, le mie emozioni, e la mia scelta. Posso, da oggi posso davvero.

A passo risoluto varco la soglia e attraverso il Cortile di Michelozzo, saluto con un cenno il puttino del Verrocchio, e proseguo. Nel cortile degli uffici prendo le scale e salgo al primo piano. Ad aspettarmi nella Sala Rossa, ci sono alcune persone; non sono emozionate, chissà quante altre volte hanno già compiuto questo rito, mi chiamano e mi leggono in fretta la formula del giuramento, ed io giuro. E’ un attimo, è tutto finito: sono cittadina italiana.

Una Firenze inconsapevole incornicia nel sole questa mia giornata speciale; per le persone che incontro oggi è solo un assolato martedì 18 novembre 2014 per me, finalmente il primo giorno di una nuova vita.

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Sabrina Sezzani

Da lettrice appassionata a scrittrice per passione: Fiorentina DOC lavoro per vivere ma scrivo per divertimento; la mia passione è raccontare storie di donne,e quindi, naturalmente, anche degli uomini con cui hanno a che fare…

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