palloneC’è un racconto di Osvaldo Soriano che si intitola “Quando la nostra vita era piena di gol”.

Ognuno di noi – di noi che siamo appassionati di calcio e non abbiamo più vent’anni – ha nel cassetto della memoria un suo speciale quando. Che siano dieci anni, fa, o venti, o cinquanta, che abbiano la faccia di Riva, di Baggio, di Batistuta, di Rivera o Maradona, di Antognoni o di Ibraimovich o di Ronaldo. Un tempo passato, da molto o da poco, reso più bello di quanto forse non sia stato dalla nostalgia, patina dorata che tutto fa luccicare. Epperò, un tempo che ritroviamo ogni anno, almeno in parte, quando inizia un nuovo Campionato.

Ogni Campionato rinnova la favola, riapre a pagina 1 il romanzo. E non importa se la tua squadra lotterà per retrocedere o per lo scudetto, o per un posto, nientepopòdimenoche, in Europa Legue, l’importante è che ogni settimana quel romanzo ti racconta qualcosa cui sei affezionato da sempre.

E siccome è un romanzo speciale e anche misterioso e complesso – il Campionato – (un vero ipertesto), un romanzo che non trovi in libreria sullo scaffale, non importa nemmeno chi siano i protagonisti, se nuovi o vecchi, bravi o brocchi. Non importa. Questo speciale romanzo – il Campionato – ti piacerà o non ti piacerà, ti farà gioire o incazzare, ma comunque vada ti appassionerà, ti prenderà. Passione è la parola magica, e apre un sacco di porte, di solito.

Strana passione, e il perché lo sai: ci sono fior fior di pensatori, persone illustri e intelligenti, persone che ammiri, leggi, ascolti, che non capiscono questa tua febbre; lo sai: i 90 milioni di euro spesi dalla Juventus per comprare Higuain dal Napoli, sono pari pari allo stanziamento triennale del governo Renzi per la ricerca universitaria in Italia. Indecente, vero? Eppure… eppure quando inizia un nuovo Campionato metti tutto questo da una parte, in un angolino lontano lontano del tuo cervello, spegni la luce, chiudi la porta e vai nell’altra stanza: dove continui a appassionarti e a tifare. Come un bambino.

Dunque, “ Viva il Campionato”. Senza un perché (o per milioni di perché).

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Bruno Confortini

Avrei voluto essere Einstein o Maradona (soprattutto Maradona), ma non è andata così. Giornalista pubblicista, scrittore di storia locale, biografie sportive, racconti, poesie e haiku, vivo in Mugello, lavoro a Firenze.

Scheda bibliografica

Libri di storia:

Ha curato(con Francesco Nocentini) la ristampa di “Comunista non professionale”,Comune di Firenze, 2005; “Da San Frediano a Mauthausen” ,Comune di Firenze, 2007; Ha collaborato al volume di AAVV “Monte Giovi. Se son rose fioriranno”, Polistampa, 2012.

Libri di sport:

“Club Ciclo Appenninico 1907. Il lungo diario di una secolare storia sportiva”, Tip. Toccafondi, Borgo San Lorenzo, 2007 (in collaborazione con Aldo Giovannini); “Grande Vigna! Sandro Vignini, il ragazzo e il calciatore”, Pugliese Editore, Firenze, 2009; “L’angelo biondo di Vicchio. Guido Boni, una storia degli anni ’50”, Geo Edizioni, Empoli, 2014; “Scommetto di no” (raccolta di racconti) Meligrana Editore, 2016; “ Mugello e Val di Sieve in rosa”, Geo Edizioni, Empoli, 2017.